sabato 16 giugno 2012

Assaggia anche tu, piccola apina!

Il passero non temeva il grigiore. Non temeva i temporali- neppure i gelidi venti.
Affamato e arzillo, zampettò veloce fino alla ciotola dei semi e lì becchettò energicamente la fonte prima della vita
Ne fu quasi sazio, prima di accorgersi di lei: cadeva la pioggia sul suo viso, coperto dalle nuvole- sebbene il cielo fosse sereno.
Aprì un poco il becco e incrociò lo sguardo liquido della bambina, con i suoi due piccoli occhietti aguzzi- color carbone. 
Fece per andarsene, lo fece per istinto: ma in nome di quello stesso istinto restò.
<Perché fai piovere?> chiese titubante <Perché non porti a te stessa un po’ di sole?>
<Per me non c’è il sole> sussurrò la piccola rannicchiandosi e affondando il viso tra le ginocchia.
<Che dici? Nessuno può nascondersi alla luce!> disse, inclinando il capo da un lato e poi dall’altro.
<Sono sola, inerme. Sono tanto minuscola da essere insignificante. Chi mai potrebbe accorgersi di me? Servirò mai a qualcuno? Non vale la pena di illuminare una vita come la mia. Non valgo nulla! Questa vita è per i grandi, per i capaci, per chi sa cosa cerca e lo ottiene. Non è fatta certo per me…> singhiozzò.
La creatura arruffò un poco le piume e sbalordita continuò: <Credi d’essere tanto piccola? E io che dovrei dire? Non sai proprio ciò che dici, lasciatelo dire>
<Tu che ne sai, passerotto, di quanto soffro io? Sarai tanto piccolo ma almeno tu hai le ali, tra poco sarai libero di respirare il cielo. Io invece resterò immobile sulla terra.>
Il passero saltellò su due o tre piastrelle. 
<Hai ragione> le disse <Ma solo sul fatto che sono tanto piccolo. Eppure tu dimentichi quella che è la più grande verità: il Cielo, nella sua immensa vastità, non è stato donato a giganti di roccia o a grosse balene del mare. E’ stato affidato a me, creatura piccola e per molti insignificante.>
Cinguettò, volando su un ramo, e di nuovo gioioso cantò, ancora e ancora: <A me, a me! Apparentemente piccolo e insignificante. Vorrà pure dir qualcosa, non credi? Vola sulla terra, vola sulla terra tu.. piccola grande anima!>




Volteggia, sotto un raggio di sole- e poi rapidamente fugge.
Di nuovo ritorna. Ridacchia e scatta all'indietro più volte, nell'aria, eccitata per ciò che d'un tratto si è trovata davanti.
E’ curiosa e spalanca gli occhioni, fremente d’ali: <Non mi par vero, guarda qua! Se solo potessi assaggiarne un pezzetto…>
Resta incantata a mezz’aria- e incredula mi osserva speranzosa, con la boccuccia spalancata. Mi sorride timidamente, quasi a chiedere il permesso di venire più vicino.
<Piccola apina, che fai? Non assaggi? Mi faresti un grande onore, a dire il vero. Io non ti caccerò di certo! Un giorno lontano, qualcuno mi ha ricordato che anche tu sei una Regina. E hai per trono il turchese: io m'inchino>.


Bignè alla farina di farro, con crema al cioccolato fondente e latte d’avena


Per la pasta choux
(ricetta di Ladurèe, riportata nella versione originale dalla bravissima Erika nel suo blog: promossa a pieni voti! Io la scrivo così come l'ho modificata)
120 gr di farina di farro Antico Molino Rosso
100 ml di latte d'avena Isola Bio
100 ml di acqua
10 gr di zucchero di canna Cassonade Eridania
80 gr di margarina Vallè (senza grassi idrogenati)
4 uova
sale (un pizzico)
Per la crema al cioccolato fondente e latte d'avena
500 ml di latte d'avena Isola Bio
120 gr di zucchero di canna Cassonade Eridania
40 gr di maizena
4 tuorli
100 gr cioccolato fondente 70% Lindt (anche di percentuale maggiore, io non l'ho trovato)


Preparare la pasta choux come di consueto. In una pentola antiaderente a bordi alti, mescolare acqua, latte, sale, burro e zucchero: cuocere fino ad ebollizione. 
Togliere dal fuoco e versarci la farina (precedentemente setacciata) tutta in un solo momento: mescolare velocemente per evitare la formazione di grumi. Rimettere sul fuoco fino alla formazione della classica 'patina biancastra' sul fondo della pentola (1-2 min.): togliere nuovamente l'impasto dal fuoco e porlo a raffreddare su un piatto a parte.
Quando il composto si sarà raffreddato, aggiungere un uovo alla volta- mescolando fino a completo assorbimento. 

Preparare il ripieno come fosse una semplice crema pasticcera: in una ciotola piuttosto capiente mescolare i tuorli con la maizena e metà dello zucchero. Portare ad ebollizione il latte in una casseruola, unendo l'altra metà dello zucchero rimasto. Togliere la casseruola dal fuoco e versarne il contenuto nella ciotola col composto di tuorli (io preferisco far intiepidire il latte ed aggiungerlo poco alla volta, mescolando di continuo, per evitare che si formino grumi: l'ho imparato una volta dopo aver setacciato una padella intera di crema...ma io sono impedita eheh).
Riportare il composto sul fuoco e cuocere fino ad addensamento.
Aggiungere poi, mescolando, il cioccolato fondente tiepido sciolto a bagnomaria o al microonde.

A questo punto la pasta choux andrebbe messa in una sac-a-poche per disporla sulla teglia, ma.. dato che non l'avevo, io ho prelevato l'impasto con due cucchiaini, formando piccole palline che ho adagiato su carta da forno e 'lisciato' con acqua fredda. 
Ho cotto i bignè a 190°, in tutto per ca. 30 minuti: dopo i primi 10, ho aperto la porta del forno bloccandola con un cucchiaio di legno e proseguendo la cottura fino al termine.

Una volta freddi, li ho farciti con la crema preparata in precedenza e li ho decorati con semplice glassa al cacao amaro (2 cucchiai di zucchero a velo + 2 cucchiai di cacao amaro + 1 cucchiaio d'acqua: a me piace piuttosto compatta) e ho messo delle mandorle a lamelle sulla superficie.

(...dolcetti così piccini eppure così lunghi da spiegare!!)


Un abbraccio e buon risveglio a chiunque passi di qui...!


8 commenti:

  1. Vorrei dire tanto e non riesco a dire niente, solo che quel passerotto avrebbe ragione da vendere! Sei geniale tesoro, la pasta choux con la farina di farro?!?!? Non avrei mai azzardato ma ore che lo so...ci proverò di sicuro ^_^ Un bacione, buon fine settimana

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    1. Buongiornoooo dolce Fede! :) In realtà non ero sicura che venisse, per via della consistenza un po' diversa della farina di farro rispetto a quella normale.. immaginavo venisse una sorta di pasta collosa e invece.. i bignè vengono ugualmente!! :D I passeri- ho scoperto- sono molto saggi :) Vola anche tu...
      Un abbraccio e un fine settimana splendido a te! ;)

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  2. Bellissima la storia del passerotto e bellissima l'idea di abbinare un racconto a ogni ricetta. Complimenti Ely!

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    1. Grazie Gre! Sono felice che ti piaccia! :) Un bacione grosso grosso! :))

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  3. ma che bello questi racconto del passero e questi dolcetti.....ultimamente sono stanchissima e sempre di corsa, ma prima o poi arrivo.
    bacioni

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    1. Cara Sabi, non preoccuparti.. in quanto a stanchezza- per me sia dentro che fuori- posso capirti. Sei sempre un tesoro e spero ti arrivi il mio abbraccio pieno del calore del sole di oggi. Lo meriti tutto. Con tanto bene! :)

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  4. Che dolcetti meravigliosi...sembrano davvero usciti da una vetrina di un mastro pasticcere!

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    1. Troppo gentile, cara Artù! :) Sei una stella, come sempre :)

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