mercoledì 8 agosto 2012

Focaccia dolce con farro e latte di Kefir, cioccolato al latte e mandorle a lamelle


Il sole era alto, nel cielo turchese di quel torrido agosto. 
Le sue braccia roventi si allungavano sulla terra, riscaldando ogni cosa che passava sotto il tocco delle sue calde dita: le piastrelle di pietra del vecchio cortile rilasciavano il loro bollente respiro nell’aria, confondendo i contorni di ciò che vi si osservava attraverso; poco più in là, su un muretto di cemento, delle lucertole si rincorrevano sinuosamente, giocando vispe tra i tralicci dell’uva. Le cicale cantavano nel silenzio assordante del primo pomeriggio, accompagnando i sogni lievi delle api sopite, mentre sui viali qualche foglia volteggiava vorticosamente alla rara brezza estiva. 
Il mondo pareva non voler far rumore: persino l’erba, ingiallita dai raggi roventi, pareva esprimere tutta la sua pigrizia distesa sulla terra secca. Qualche farfalla volava distrattamente, accaldata e sognante, posandosi qua e la sul viso di grandi girasoli che facevano capolino da una vecchia recinzione di legno.
L’anziano ometto aprì lentamente la porta a vetri, uscendo sul balconcino. Osservò il suo piccolo e amato giardino e si avvicinò alla cassetta degli attrezzi. Rovistò un poco, sospirando accaldato, finchè ne estrasse una cesoia.
<Curi le piante, nonno?>
Il vecchio signore si voltò e vide il nipotino sulla veranda, mentre si stropicciava gli occhi ancora assonnato.
<Ti sei già svegliato? Non hai voglia di stare ancora un po’ a riposare vicino alla nonna, con questo caldo?>
Il piccolo scosse lentamente la testa: <No, voglio aiutarti adesso> disse, sbadigliando con tenerezza.
Il nonno allora gli fece segno di avvicinarsi. Prese uno sgabello di tela ormai consunta, lo aprì e vi si accomodò, facendo sedere il nipotino su una sua gamba.
<Ecco qui. Adesso accomodiamo un po’ queste primule, va bene?>
<Perché? Cos’hanno che non va?> chiese il bimbo incuriosito, dondolando un poco con i piedini nudi.
<Queste qui non vanno> gli sussurrò piano l’uomo, indicando delle foglie raggrinzite, malate  e bruciate dal sole <Le vedi? Adesso glie le tagliamo. Stai attento, guarda come faccio io>.
Prima però che l’uomo potesse usare le cesoie, il piccolo fermò la mano del nonno: <Fermati! Ma così gli farai del male!> osservò, preoccupato <Solo le piante morte si tagliano, sennò le fai soffrire!>
L’anziano ridacchiò, reclinando un po’ il capo.
<Dici che gli faccio male? Beh, forse un po’ hai ragione. Ma se non lo faccio, rischio solo di farle stare peggio. Sopporteranno, vedrai. Loro vogliono così, sanno che lo faccio per il loro bene.>
<Ma se gli fai del male, non gli fai del bene!> osservò confuso il nipotino.
<Vedi, se lasciassi queste foglie malate, certamente domani ne troveremo altre ingiallite. Poi il giorno dopo ancora, fino a che la piantina appassirà del tutto. Il male contratto da alcune foglie passerebbe inevitabilmente ad altre e alla fine noi l’avremo persa per sempre>.
L’uomo si asciugò la fronte accaldata con un fazzolettino, poi continuò: <Trattare le primule è un po’ come trattare noi stessi, sai? So che è complicato da capire, ma la stessa cosa succede a noi quando abbiamo un grosso dispiacere: parte di noi si ammala e soffre, ma siamo sempre restii a togliere ciò che è incurabile, per timore di soffrire maggiormente. Essere titubanti allora è un male, perché il nostro malessere può col tempo intaccare anche ciò che di sano ci resta, facendoci appassire lentamente. E’ necessario quindi raccogliere del coraggio e tagliare dalla nostra vita le foglie appassite, affrontando un momentaneo e piccolo dolore in virtù della guarigione definitiva, prima che la malattia si diffonda nella totalità delle cose impedendoci di vivere sereni>.
Il bimbo restò un attimo perplesso, poi annuì: <Va bene, allora facciamola guarire!>
Così il nonno, soddisfatto, iniziò il suo lavoro, sempre seguito dallo sguardo attento del nipotino.
E tra sole rovente ed erba addormentata, ben presto si diffuse nell’aria anche un dolce e intenso profumo, che richiamò i loro sensi: <E’ ora, piccino! Andiamo a fare un po’ di merenda> disse l’anziano, facendogli l’occhiolino <La nonna a quanto pare si è svegliata e ha sfornato la focaccia che ti piace tanto: le primule non ce ne vorranno di certo, se per questo le faremo attendere un pochino!>



Delle volte restiamo attaccati ad alcuni ricordi, sensazioni o esperienze spesso tristi e dolorose, come fanno le gocce di pioggia ostinatamente appese alle grondaie: fragili, disperate, indotte dal destino- come fosse gravità- a cadere verso il basso, ma testardamente convinte a non mollare la presa, con tutte le loro forze. 
In realtà così facendo non facciamo altro che ostacolare il corso della vita e della memoria che, noncurante del nostro tormento, avanza. 
E’ necessario allora raccogliere tutta la fermezza possibile e tentare di non tergiversare oltre: quando è possibile bisogna recidere le ‘foglie appassite’, per evitare che contaminino completamente la vita. E’ fondamentale capire l’importanza del coraggio: talvolta è inevitabile affrontare ‘una piccola sofferenza’, per sperare di rifiorire nuovamente.

Ogni giorno rimandato, è un giorno rubato alla nostra felicità.

Focaccia dolce con farro e latte di Kefir, cioccolato al latte e mandorle a lamelle

140 gr di farina di Farro (Antico Molino Rosso)
100 gr di farina Manitoba '0' (Molino Chiavazza)
180 gr di farina 00 (Antigrumi Molino Chiavazza)
200 ml di latte di Kefir
50 ml di acqua
1/2 cubetto di lievito di birra
2 cucchiai di burro fuso
1 cucchiaio di zucchero di canna (Eridania) + una bustina di zucchero di canna (Eridania)
1 pizzico di sale

Per l'interno:
100 gr di cioccolato al latte (Milka)
zucchero di canna (Eridania) q.b.

Per la decorazione:
latte q.b.
zucchero di canna q.b.
mandorle a lamelle q.b.

In una ciotola versare l'acqua, il latte di kefir e la bustina di zucchero di canna: intiepidire leggermente e sciogliere nel composto tiepido mezzo cubetto di lievito di birra. Attendere ca. 20/30 minuti, finchè non inizierà a fermentare. In un'altra scodella piuttosto capiente miscelare le farine, il pizzico di sale, il cucchiaio di zucchero di canna, il burro fuso. Aggiungere il contenuto fermentato della ciotola, impastare grossolanamente (sarà un po' più morbido e appiccicoso del solito, dunque aiutarsi con un po' di farina extra nella lavorazione, cospargendola sulle mani). Coprire con un po' di pellicola e mettere a lievitare per un paio d'ore in un luogo tiepido (io l'ho messa nel solito forno spento). Passato il tempo di riposo, dividere l'impasto in due parti: stendere la prima parte, dandole forma rettangolare. Tagliare il cioccolato al latte a cubetti piccolini e cospargerli sulla superficie; spolverare con zucchero di canna a piacere. Prendere l'altra metà dell'impasto e stenderla sempre in forma rettangolare, appoggiandola sopra alla base precedente. Premere bene e delicatamente, cercando di sigillare i bordi esterni il più possibile. Fare pressione con le dita in modo da ottenere delle piccole conche sulla superficie. Spennellare con un po' di latte, cospargere nuovamente con zucchero di canna e con mandorle a lamelle. Lasciare ancora a riposo per ca. 20/30 minuti e infornare a 200°C per 20 minuti.
Sfornare, lasciare raffreddare e assaporare.

Da un po' non usavo cioccolata nelle ricette, ma credo che l'ispirazione venga a seconda di quello che il nostro corpo o la nostra anima sente di volere: e la mia la reclama.
Spero passerete un sereno pomeriggio, un bacio grande.

42 commenti:

  1. Ely, hai ragione l'ispirazione è proprio la voce dei nostri desideri :)
    non è sempre facile recidere le foglie appassite, ognuno ci prova, coome può, spero che tu ci riesca al meglio :)
    La tua ricetta è bellissima, inutile che lo dica, ingredienti belli e salutari, le foto come sempre meravigliose.
    Sono felicissima di aver scoperto il tuo blog :)

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    1. Cara Erica.. non è mai facile, a dire il vero. Ma serve, è 'necessario', quando si vuole tornare a vivere se qualcosa ci tormenta. Auguro lo stesso anche a te, di cuore. Sei la benvenuta, tra queste fronde. p.s. se vuoi un pezzetto di focaccia, serviti pure! Un abbraccio

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  2. Ciao Ely,
    la tua focaccia è veramente bella..
    Anche io ho acceso il forno...e quando lo accendo approfitto per fare sempre più di un'esperimento! Ora vado a fare merenda con il mio pane integrale al miele appena sfornato!!
    Buon pomeriggio!
    PS: i tuoi racconti sono sempre molto belli...
    Elisa

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    1. Ma grazie Elisa. Allora che ne dici se facciamo cambio? Tu mi dai un pezzetto del tuo pane al miele, che adoro.. e io ti do un po' di focaccia al farro! Buon pomeriggio a te, cara. Un bacione

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  3. bellissima ricetta e complimenti ancora per il tuo blog, la proverò sicuramente. Qualsiasi cosa oscuri la tua serenità spero abbia presto fine e che il tuo cuore veda di nuovo la luce, un abbraccio

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    1. Ti mando un abbraccio, Pucca. Sei gentile davvero, spero anche io che la luce non ti abbandoni mai, proprio mai. Un bacio e un augurio per una splendida serata

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  4. Ciao Ely, eccoti di nuovo con un appassionante racconto. Come mi piace leggere i tuoi post. Le tue ricette e le tue foto sono poi una piu' belle dell'altra. Baci.

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    1. Che cara sei, sono contenta che ti piacciano. Ti aspetto per il tè? Un bacione

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  5. come hai ragione Ely: il coraggio è la cosa che ci è più necessaria nella vita, per osare, per prendere in mano il nostro destino e direzionarlo dove più ci va. E, sarà una coincidenza, ma anche io oggi andavo in cerca di cioccolata! E questo dolce mi sarebbe andato moltissimo!:-) buono!

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    1. Buongiorno Maria Luisa, hai tanto ragione: il coraggio è osare, poichè se non prendiamo in mano noi il nostro destino... nessuno lo farà. Sono felice che ti piaccia questa focaccia e se ne vuoi un pezzetto te la servo subito tiepida per colazione! Un bacio, buon giovedì!

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  6. Ciao dolce Ely, è vero... recidere le foglie appassite richiede coraggio e forza ma è necessario per poter rinascere... Ti abbraccio forte forte e ti auguro una nuova linfa, rigenerante e piena di amore :) Hai un vero talento per la scrittura e sono sicura che un giorno leggerò un tuo libro! :) La tua focaccia è splendida e immagino dal sapore ottimo e un po' rustico come piace a me, salvo la ricetta e la farò per una delle prossime colazioni. Un bacione e una splendida serata! :)

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    1. Un felice risveglio, dolce Vale. Si, un piccolo sforzo è sempre richiesto quando si vuole rinascere.. e credo valga sempre la pena. Ieri sera è stato un momento davvero orribile e proprio nel dolore ho compreso ancora di più quanto sia preziosa la vita. Il giorno si è svegliato di nuovo, pechè non dovrei seguirlo? Sei tanto gentile, davvero! Se vuoi fare colazione ti aspetto sai? Un abbraccio forte, buon giovedì!

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    2. Ely, mi dispiace davvero tanto. Sappi che quando vuoi scrivermi è per me sempre un immenso piacere, se ti va :) Ti abbraccio forte forte, dolcissima :) buon giovedì anche a te :)

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    3. Ma certo, dolce Vale! Lo stesso tu, mi raccomando, sempre :) Un abbraccio grossissimo a te!

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  7. Carissima Ely
    Pensavo di passare di qua per un saluto veloce ma, davanti ad una riflessione così profonda non ce l'ho fatta..
    Anzi, quanto ti ho capita leggendo alcune delle tue frasi conclusive. Non so cosa tu stia vivendo ma sappi, che io questa situazione l'ho vissuta e la vivo tuttora e non sono affatto pentita
    Bisogna tagliare i rami secchi.. Non e' da egoisti ma da amanti di se stessi.
    Si e' capito tra le righe del mio blog che in passato ho sofferto tanto .. Ma talvolta quel passato ricorre come un incubo e, per non permettere che ciò accada, ho avuto anch'io il coraggio di tagliare.. Per regalare a ne stessa la meritata felicita , proprio secondo il principio che hai appena espresso tu.
    Mia cara, riesci sempre ad indurci a riflettere e non su mere banalità .
    Questa focaccia colma e allieta così tanto ..
    Grazie mia cara saggia amica
    Sono via ma non riesco a non venire a trovarti nel poco tempo.
    Perché , come ho gia detto, leggere i tuoi
    Post e' una grande esperienza di arricchimento .
    Vaty

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    1. Grazie, di cuore, cara Vaty. Ogni volta che mi doni un po' del tuo tempo è per me cosa preziosa: dovunque tu sia, spero che le tue vacanze procedano nel modo più bello possibile. Amare noi stessi è un diritto, una possibilità, un buon modo per affrontare i problemi della vita. Il passato non può essere cancellato ma si può imparare a domarlo, a combatterlo: e la felicità entra piano nella nostra esistenza, quando gli si da spazio..
      Io spero davvero di cuore che non ti abbandoni mai più: ti auguro una vita piena, serena e gioiosa. Dai un baciotto alla tua piccola grande stella, e uno tienilo per te :) Un abbraccio forte

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  8. Non sono mai stata un bravo giardiniere e il pollice verde ha sempre lasciato a desiderare. Mi vien più facile lasciar appassire i nuovi germogli che riuscire a recidere le foglie e i rami orami appassiti. Forse sono talmente abituata ormai a "soffrire" che paradossamlmente è diventato quello la mia "felicità"!!! Se ci fosse una pena per i gironi rimandati (e "rubati") credo che avrei da scontarla bella grossa!!!
    Gli ingredienti di questa focaccia sono per me un vero concentrato di coccole col tutto che quando c'è aria di lievitati davvero non resisto. Non so se è un caso ma anch'io quest'anno non sono riuscita a staccarmi da quel cioccolato che solitamente in estate neanche guardo. Ma anche il suo potere terapeutico si sta pian piano affievolendo. Chissà che questo bel mix non faccia un "miracolo"...Un bacione grande tesoro, buona serata

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    1. Cara Fede, nella vita purtroppo si riesce sempre a soffrire tanto. Chi più, chi meno, arriva un momento in cui la sofferenza viene a trovarci e delle volte sembra non lasciarci più. Ma non è in natura 'gioire' del dolore, farlo divenire una 'felicità': nessun dolore può esserlo. Soffrire diventa solo 'un'abitudine' e come tale può essere corretta: dovresti provare, un passo alla volta, ad essere 'giardiniera di te stessa'. Odiarti non ti regalerà amore esterno: l'amore viene dall'amore e parte prima da ciò che sei. Lasciare appassire tutto è spesso un modo per 'chiudere gli occhi', ma non cambierà le cose.. è un modo comodo che abbiamo per giustificare un'insoddisfazione che ci pervade. Invece siamo noi, solo noi, ad essere responsabili della rotta del destino: se non provi a navigare, se già dai per scontato che il mare sarà irrequieto e tempestoso.. non avrai provato, nemmeno, a vivere mai. E credimi, dopo ieri sera.. dopo giorni di dolore, so che la vita è tanto preziosa. C'è chi vorrebbe averla e non può più: noi che l'abbiamo dobbiamo darle una possibilità!
      Spero che il mio focaccione il miracolo lo faccia allora! E credi nel cioccolato: lui è così mitico, non delude mai ;) Buon risveglio e un bacione grande a te! :)

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  9. Ely me gusta la historia y la enseñanza de este relato.
    Es verdad que muchas veces nos aferramos a recuerdos tristes,sentimientos negativos y nos aferramos con tenacidad a ellos.Intento luchar contra eso pues sé que me hace mal, me inmoviliza y me impide crecer.
    Mi empeño cada día es vivir y disfrutar el momento presente sin sufrir por el pasado perdido ni angustiarme por el futuro..una lucha continua y diaria Ely,
    de la que a veces salgo vencedora y otras no tanto.
    La focaccia tiene que estar deliciosa con el kéfir y el interior de chocolate.
    Un abrazo con todo mi afecto e buona notte Ely.

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    1. Dolce Maria, buongiorno! Si, a volte si vince mentre a volte si perde: il dolore ha sempre qualcosa da insegnare. La verità è che non può essere evitato, distrutto o portato via per sempre. Può solo essere domato e insegnarci 'come si combatte'. E' l'arte della vita, una sorta di 'arte della spada'.. si viene feriti ma si può sempre divenire più abili e più profondi, nei confronti della vita. Sei sempre tanto cara: ti abbraccio forte e ti auguro una bellissima giornata! Besos!

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  10. Le tue parole sono sagge, io ci ho messo anni per staccarmi da un ricordo doloroso e mi ero aggrappata con tutte le mie forze senza rendrmi conto che mi stavo facendo solo del male e anche alle persone che mi stavano attorno.... e' stata dura ma lasciandolo andare piano piano sto rifiorendo....
    Credo proprio che anche il mio corpo chieda cioccolata e vorrei provare fare questa focaccia io poi amo i lievitati!
    un abbraccio grande

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    1. Ombretta.. piano piano, vedrai, non potrai che rifiorire proprio in virtù dello splendido bocciolo che sei. Tante volte non ci si accorge che l'ostinazione porta solo a fare del male a noi stessi e a chi abbiamo attorno. E' solo quando ci lasciamo andare come le foglie nel vento, staccandoci dal ramo, che impariamo la bellezza di una danza tra le dita dell'aria. E allora ti auguro di volteggiare con gioia ogni istante della vita, cara. Un bacione e buongiorno: che dici, inauguriamo la stagione del cioccolato? :)

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  11. cara Ely, i tuoi racconti mi emozionano sempre tanto perchè molto spesso mi ci ritrovo. Sono pienamente d'accordo che ogni giorno rimandato è tolto alla nostra felicità. E' un po' quello che intendevo io nel mio post della passata di pomodoro, io l'ho messo sotto forma di pigrizia che spesso prendo come scusa per non reagire.
    Non ho mai fatto la focaccia dolce, mi sembra buonissima.
    un bacione

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    1. Tenera Sabi.. io posso abbracciarti forte, proprio forte. E dirti quanto sia fiera e orgogliosa di te. Anche io conosco quella pigrizia di cui avevi parlato, per cui posso capire: ma la cosa più importante è la vera potenzialità che hai dentro. Non importa quanto cadi, importa come sai rialzarti: io spero che la vita ti ripaghi in toto, 'principessa' :) Lo voglio tanto.
      Se non hai mai fatto la focaccia dolce provala, così mi dici :) Io devo ancora seguire le tue lezioni di strudel: per me ne sei maestra incondizionata!! Un bacione a te e alla cucciola

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  12. Riesci ad animare le parole!..quando leggo i tuoi racconti vengo trascinata in un alto mondo, piacevolissimo!!!!!!
    Staccare le foglie malate talvolta risulta doloroso, ma non può che fare bene!!!
    Che dire della focaccia dolce?? Poesia per il palato!!
    Un bacione grande e a prestissimo!!!

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    1. Grazie cara Lory! Sono contenta di poterti regalare attimi di serenità, non sai quanto.. si, diciamo che è un dolore 'necessario', un atto di coraggio verso noi stessi che denota la capacità di 'credere nel futuro e nella nostra possibile felicità'! Di focaccia ce n'è anche per te eh? :) Un bacione a te, buona giornata!

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  13. Hai ragione, ci vuole spesso molto coraggio ad affrontare il presente quando si hanno alle spalle esperienze traumatiche che ti hanno segnato. Ma vivere ricordando sempre il passato, ostinandosi a renderlo sempre presente non aiuta a superare l'oggi e guardare speranzosi al domani.
    Guardare questa focaccia rigenera. Quelle foto così candide danno un'idea di pace e benessere. Ne vorrei proprio una fetta!!!
    Un abbraccio.

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    1. ...ecco a te, Ilaria! Appena appena scaldata, in modo che il cioccolato resti cremoso al punto giusto! :) I traumi passati difficilmente si dimenticano, ma possiamo sempre impegnarci a controllarli e.. a rendere già l'oggi migliore.. visto che 'domani' sarà già 'passato'! Un abbraccione a te

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  14. Tagliare col passato a volte è molto molto difficile e doloroso, ma va fatto. Ci sono scelte che non ammettono rimorsi. Bellissimo il tuo racconto, mi ci sono ritrovata un sacco :-) Baci!!!

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    1. Ne sono felice, soprattutto sei ti ho portato un po' di bene :) Bacioni grandi e buon pomeriggio, cara

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  15. Sì, facciamo almeno 2 palline di cocco :)
    Un bacio e un abbraccio forte forte per il coniglietto.
    (Però una fetta di questa meravigliosa focaccia dolce me la prendo :P)

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    1. Grazie cara :) Facciamo cambio.. te ne taglio subito una fetta e io mi prendo le tue gustose palline! Un sorriso certo me lo portano! Un bacione grande a te!

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  16. Splendido post cara Ely, e deliziosa la focaccia, bravissima!!!!

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    1. Ti ringrazio cara Speedy :) E la tua marmellata di oggi non è da meno! :) Buonissima! Un bacione!

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  17. Quando hai ragione cara Ely, anche io cerco sempre di recidere le foglie più appassite per cercare di crescere più rigogliosa. Non è sempre semplice, ma bisogna tentare.
    E circa la focaccia... a dir poco deliziosa. Non ho mai provato il latte di Kefir...lo farò!! Un abbraccio

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    1. Di solito non è mai semplice, cara Margò. Però la vita è troppo importante e preziosa per lasciare che i momenti brutti ci facciano 'ammalare'. Sono contenta che ti piaccia la mia focaccia: provalo, io da quando l'ho scoperto mi trovo molto bene :) Un abbraccio grande a te, stella! p.s. stasera mi raccomando.. credi nel tuo nobile sogno. Faccio il tifo per te!

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  18. Ma quanti fardelli inutili ci portiamo dietro che ci rallentano e non ci lasciano crescere... eppure com'è difficile liberarsene!

    Ottima focaccia, le lascerei anch'io le primule, per una colazione così!!!

    p.s.Mimì ti ringrazia per gli auguri con un sonoro miaooo!

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    1. Tenero Mimì! Fagli tante fusa da parte mia! :) E ancora auguroni!
      Liberarsi dai fardelli è tanto difficile, è verissimo: ma quando ci si riesce.. si respira finalmente aria fresca :) Un abbraccio forte cara! Buona serata!

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  19. Qui è bellissimo :) e questa focaccia è deliziosa! A presto..e buona domenica :*

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    1. Sei la benvenuta Ileana! :) Davvero. Un abbraccio grande e buona domenica sera!

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  20. Anche questa ricetta è particolare e invitante;-) grazie ancora a te e dolce notte

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    1. Un abbraccio grande grande.. che la tua notte sia piena di dolcissimi sogni, cara :)

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