mercoledì 11 gennaio 2017

La pagnotta di Johanneta Cauda / Johanneta Cauda's loaf

Ci fu un tempo in cui la notte avvampò delle luci di innumerevoli roghi. Ci fu un tempo in cui povere anime salirono al cielo, strappate del loro corpo e private delle loro ali, tra lacrime e fiamme; in cui l'innocenza fu tradita in nome della prepotenza e la bellezza fu additata come arma del demonio.
Ci fu un tempo in cui il vento disperse lontano il dolore, la paura, la fine di un incubo voluto dall'ignoranza, nella danza silente di pulviscoli di cenere rossi come il sangue. 
Ci fu un tempo in cui l'ipocrisia chiamò il peccato 'donna' e la donna fu chiamata 'strega'; in cui l'autentica colpa si cammuffò da giustizia e assassinò la purezza. 
Quel tempo semplicemente non fu: è ancora. E la notte non cessa di avvampare degli eterni roghi della barbarie. 

Johanneta quella barbarie la conobbe, una lontana notte di agosto dell'anno 1428. Il cielo piangeva stelle, mentre lei piangeva dolore. La luce cerulea della luna accarezzò per l'ultima volta il suo viso ormai spento, allungando le sue braccia materne al di là di una piccola feritoia ricavata all'interno di un muro possente del maniero di Cly.
<Verrai via con me> le sussurrava silente, illuminando i suoi capelli folti e crespi di una decisa luce argentata <Manca poco, verrai via con me>.
E la donna attendeva la liberazione della morte per la sola colpa che aveva avuto di vivere.
Là fuori il vento strillava rabbioso tra le vette, testimone dell'ingiustizia umana; urlava scuotendo le cime dei pini, facendo fuggire persino le nuvole in cielo. Gridava con la voce che Johanneta aveva perduto, privata dell'aria che ossigenava i polmoni e che un tempo aveva il profumo della sua libertà.
Le sue labbra crepate dalla sete erano sepolcri non meno delle segrete che l'avevano ospitata fino a quel momento, gelide e umide fino a far marcire le ossa, le stesse che Johanneta non riusciva più a sentire. Le lacerazioni attorno alle caviglie, strette da vecchie catene, avevano smesso di bruciare; le ferite sulla schiena ormai non la tormentavano più: il sangue colava fino a rapprendersi sul suo liso camice di lino, ma la sua pelle era ormai anestetizzata. La chiamavano strega e non ci fu un solo giorno di prigionia in cui non avrebbe voluto esserlo davvero, perchè una fattucchiera avrebbe certo saputo fuggire, avrebbe sanato le sue ferite e punito i colpevoli di quell'atroce giudizio. 
Eppure, di fronte alla crudeltà dell'uomo che godeva nel torturarla come fosse il capro espiatorio dei suoi più infimi peccati, Johanneta immaginò che non avrebbe comunque avuto scampo: fu accusata solo d'esser 'donna', non importa quale termine o pretesto avrebbero scelto per giustificare la loro perversione. Ma ora doveva solo resistere ancora un poco. Era quasi finita e stremata si affidò alle carezze della luna, mentre con l'esile mano recuperò tremante una piccola fiala da sotto il grezzo giaciglio di sterpi. Quello, l'aveva giurato, sarebbe stato l'ultimo gesto di compassione verso se stessa; sarebbe stato quel tragico ed estremo atto d'amore verso un'anima di cui nessuno aveva avuto rispetto, né pietà. Sarebbe stato un atto di forza, non più di sottomissione: perchè Johanneta andò incontro al suo destino a testa alta, distrutta dal dolore ma ancora viva. Avrebbe abbracciato la silente luna con coraggio, dimostrando di essere sopravvissuta alla meschinità senza chiedere clemenza; avrebbe raggiunto il cielo tra le fiamme in completa compostezza e dignità: quella dignità, propria di ogni donna, che un uomo può ferire, sporcare o ledere, ma mai uccidere. 
E quella notte d'estate bevve l'ultimo dono che le fece la terra, avvelenando dolcemente d'amore il suo cuore, fino a stordirla. 
Johanneta potè solo sentire in lontananza i passi dei persecutori avvicinarsi, rimbombando tra i corridoi delle prigioni; potè solo scorgere vagamente le luci delle torce che le avrebbero dato il riposo eterno. L'11 agosto dell'anno 1428, dopo settantuno giorni di atrocità, fu bruciata sul rogo nel borgo di Chambave: dopo l'esecuzione di Johanneta ne seguirono altre, e altre ancora. Molte ingiustizie vennero perpetrate ai danni di giovani e anziane innocenti. Sopra quelle pire non moriva solo una donna: ad ogni rogo morivano tutte le donne...

Il tempo è passato ma le streghe continuano a bruciare, tra i roghi di un'ignoranza umana che non conosce confini né redenzione. Ancora oggi, con la morte di ogni donna offesa e torturata dalla prepotenza e dall'egoismo, muore con ciascuna di essa un milione di altre donne. 
Ma ciò che i persecutori non sapevano, in passato come nel presente, è che la maledizione più grande non era quella che le presunte streghe esercitavano sugli uomini: era quella che gli uomini stessi attiravano a sé, condannando la loro anima per sempre. Ciò che gli inquisitori non sapevano era che il demonio non era nell'innocenza che davano brutalmente alle fiamme, invasati da chissà quale perversione, ma era quella che abitava nel loro cuore di pece. E non c'è pece che non bruci con la giusta punizione, se non al cospetto della giustizia umana, almeno di fronte a quella divina. 

Johanneta Cauda non fu un'invenzione, ma fu una donna coraggiosa realmente esistita. Una donna a cui oggi voglio dare tributo e onori, un'anima che ora brilla tra le stelle e aleggia ancora tra le mura del maniero di Cly, a pochi chilometri da Aosta. Lei vi aspetta, attende ciascuna donna che voglia percepire la sua presenza tra le poche mura rimaste del castello. Tra i sibili acuti del vento, in un silenzio quasi assordante, vi ricorderà che nessun demone ha il diritto di cancellare la vostra anima distruggendo chi siete: nessuno dovrà bruciare la vostra carne, maledire la vostra vita. 
Johanneta vi ricorderà che la vostra dignità di donna non ha prezzo, che dovete camminare a testa alta e combattere i soprusi con tutte le vostre forze. Perchè noi, noi donne, siamo 'streghe' con orgoglio. 

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(English version)

There was a time when the night was flared up by the light of countless stakes, when innocent souls ascended to the sky, torn from their bodies and deprived of their wings, among tears and flames. A time when innocence was betrayed in the name of abuse and beauty was numbered among the many weapons of the devil. There was a time when the wind blew pain and fear away and put an end to a nightmare created by ignorance, in a silent dance of blood-red ashes.
There was a time when women were identified with sin and called “witches”; a time when actual guilt disguised itself as justice and purity was murdered. That time still hasn’t passed: it’s still here. And the night doesn’t cease to flare up the eternal fire of barbarity.

Johanneta met that barbarity on a distant night of August in 1428. The sky was crying stars as she cried out of pain. The cerulean moonlight caressed her dull face for one last time, stretching out its motherly arms of light to an embrasure, made out of one of the mighty walls of the Cly mansion.
<You’ll come away with me> it silently whispered, illuminating her thick and frizzy hair with a strong silvery glare. <In a short time, you'll come away with me.>.
And the woman was waiting for death to release her, only guilty of having had a life.
Outside the wind was screaming angrily among the peaks, a witness to human injustice. It shouted, it shook the tops of pine trees, and cleared the sky from its clouds. It was screaming with a voice that Johanneta had lost, her lungs deprived of air to breathe – her life of the scent of her freedom.
Her dry lips longing for water were as cold as the dungeons that had been secluding her –dump and freezing enough to rotten bones, the same bones that Johanneta could no longer feel.

The wounds caused by the old chains wrapping her ankles had stopped burning, and those on her back no longer tormented her. Blood was pouring down on her worn linen garment, but her skin was now anesthetized.
They called her a witch and there hadn’t been a single day she hadn’t actually wished she was  one, because an actual sorcerer would have known how to escape. She would have healed her wounds and punished anyone guilty of that abominable judgment. And yet, remembering  the cruelty of the men who enjoyed torturing her as the scapegoat of their most sinful sins, Johanneta realized that she would never have escaped: no matter what term or excuse they would have chosen to justify their perversion, her guilt lay in her simply being a woman. However, she now just had to hold on a little longer. It was almost over. Exhausted, she entrusted herself to the caresses of the moon.  Her thin hand slowly grasped a small bottle of vial from beneath a rough straw bed. She  vowed to herself that would be the last act of compassion toward herself. It would be a tragic and extreme act of love towards a soul no one respected, no one pitied. It would be an act of strength, not of submission, because Johanneta would have met her destiny with pride- destroyed by pain, but still alive. She would have embraced the silent moon with courage, proving to have survived meanness without asking anyone for mercy. She would have reached the sky among the flames, in complete composure and dignity- a dignity that might be wounded, but can never be destroyed. A dignity lying in the heart of every woman.
And on that summer night, she drank the last gift the land had given her, sweetly poisoning her heart. She drank until her senses were dulled. Johanneta could hardly hear the steps of persecutors approaching and their voices echoing in the corridors of the prisons. She could only vaguely notice the torch lights that would guide her to eternal rest.
On 11th  August 1428, after seventy days of atrocities, she was burned on a stake in the village of Chambave. More and more executions followed Johanneta’s. Many injustices were perpetrated against innocent women, both young and elderly. The death of a single woman on those stakes was the death of all women….

Centuries have passed, but “witches” are still being burnt on the stakes of  today’s ignorance.
And with every woman killed by abuse and selfishness, a part of every other woman dies with them.
But what their persecutors did not know-and still ignore - is that the greatest curse was the one the same persecutors casted on themselves, condemning their souls forever. The devil wasn’t to be found in the innocence that they brutally and perversely gave to the flames. It filled their hearts made of pitch instead. And no pitch can survive the flames of justice - God’s justice, if not human justice.

Johanneta Cauda isn’t a fictional character. She was a brave woman who actually existed. A woman I want to give tribute and honors to, a woman whose soul is now glittering amongst the stars and might still linger in the Cly manor, a few miles from the city of Aosta.
She is waiting for you. She is waiting for any woman wanting to feel her presence among the ruins of the castle.
You can feel her presence in the whistling wind, in the deafening silence of the castle. She will remind you that no demon has the right to destroy who you are: no one must hurt your flesh, nor curse your soul. Johanneta will remind you that your dignity does not have a price, that you must walk proudly and fight your oppressors as strongly as you can.
Because any woman deserves respect. Because we must feel proud of our being women.





English recipe here:

Johanneta Cauda's loaf

250 ml of milk
250 g of Manitoba flour (1)
100 g of white flour
100 g  of wholemeal rye flour
50 g of dehydrated soft apples
50 g of dried figs
40 g of nuts
40 g of cooked chestnuts
10 g of fresh yeast
8 g of salt
2 spoons of olive oil
2 spoons of grappa Genepy
1 spoon of acacia honey


Cut figs, nuts, chestnuts and dehydrated apples into medium pieces. Put them in a bowl, wet them with the grappa and let them rest for approx. 30 minutes. Meanwhile, put flours and salt in the planetarium. Warm up the milk and melt the fresh yeast inside it, along with honey. Start the planetary, add the oil and the milk a little at a time, until the ingredients are finished. When the mixture will be almost homogeneous, add the dried fruit and the aromatized apples. Allow the robot to mix for another 5 minutes. When the mixture will be finally compact, put it to rest at least an hour, in a warm place. At doubling the volume, work the dough creating your loaf and let it rise again for approx. 3-4 hours. Do then some small incisions on the sides, strewing the surface of the bread with flour. Cook in hot oven at 200 ° C for 15 minutes and at 180 ° C for another 15 minutes, placing a pot of water at the bottom of the oven to ensure the right cooking humidity. Remove the loaf from the oven and allow it to cool. Keep it in a special container for bread.

....Per la ricetta in italiano, invece, vi invito tra le pagine del nuovo Taste&More: il primo di questo nuovo anno, per conoscere una ricetta che mi è molto cara. Un pane rustico, aromatico, profumato di frutta secca, mele, uvetta e grappa. Una pagnotta che ho dedicato alla cara Johanneta Cauda, con quell'amore che lei sa. 






A presto con nuovi racconti, amiche e amici. Nella mia ricerca di quiete, qualcosa il mio cuore lo sta sussurrando.
Intanto vi abbraccio con affetto.


101 commenti:

  1. noi donne siamo per gli uomini un sempiterno mistero,siamo temute per il nostro potere di dare la vita dopo averla custodita nel nostro grembo per nove mesi e questo, qualunque ingiustizia ci venga fatta ci rende comunque immortali...Cara Ely la storia di questa donna mi ha colpito molto, ho bisogno di un po' di dolcezza e il tuo pane arriva proprio al momento giusto, ti abbraccio forte

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    1. Chiaretta hai davvero ragione ed è bello quello che scrivi sull'immortalità. E' così. Noi riusciamo ad essere comunque immortali, nella vita che creiamo e abbiamo il dono di generare. <3 Dal mio cuore al tuo, tutta la dolcezza di cui hai bisogno. Sei speciale, non scordarlo mai amica mia. <3

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  2. wow that looks bakery perfect! Excellent work, Ely.

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    1. Thanks Angieee <3 You're so kind! A big big hug my friend <3

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  3. Grazie!Grazie per avermi raccontato questa storia,struggente,drammatica,di una donna,che come tante altre ha subito soprusi disumani.Allora era ignoranza,oggi pura cattiveria,ma noi siamo si streghe,ma con orgoglio.Rapita dal tuo racconto,pensavo...Se tu fossi vissuta allora,molto probabilmente ti avrebbero additato come strega,si, la tua magia,fatina,loro l' avrebbero temuta😘😘Il tuo pane meraviglioso è un incantesimo😍

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    1. Angioletto mio.. grazie a te, per ciò che porti dentro e per come sai difenderlo. La vita per noi 'streghe' con orgoglio è difficile a volte.. ma nulla può contro un'anima che sa lottare e resistere contro il male che gli viene fatto. <3 Ahah, che dolce sei. Vedi, noi tutte sappiamo fare bellissimi incantesimi.. e io ti aspetto qui, qui nel cuore se non posso stringerti per ora dal vivo, per mangiare insieme un pezzetto di pane e... qualcuno dei tuoi squisiti dolcetti al caffè (visti e adesso corroooo!!) TVTTTB

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  4. Buon 2017 Ely...ti chiedo scusa per la lunga assenza, ma che fatica correre contro il vento!!!
    Sono sempre bellissimi i tuoi racconti e sicuramente gustando il tuo pane sarebbero ancora meglio...
    Un fortissimo abbraccio

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    1. Milaa! Ma no, che scuse?! Dovrei fartele anche io.. non sono riuscita a rispondere ad una marea di messaggi e questo mi dispiace sempre! Io so che ci sei, e so che ti voglio bene. Questo basta per ritrovarci ogni volta, nonostante gli impegni, come fosse ieri ^___^ Buon 2017 a te, amica. E che sia pieno di bellezza!

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  5. Posso quotare Mila? Avrei scritto le stesse cose 🤗

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    1. Certamente Simo!! <3 E ti direi lo stesso. Non preoccuparti, so bene che il tempo a volte è tiranno, ma le cose belle restano e tu sei tra queste ^_^ Ti abbraccio strettissima!

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  6. Eli riesci sempre a toccare le giuste corde. Riesci oltretutto a dar voce a chi una voce per farsi sentire non l'ha avuta. C'è tanto dietro questo tuo racconto. C'è la dignità di noi donne che il più delle volte viene calpestata e offesa. C'è l'ignoranza che vige tutt'oggi, più che mai e che irrompe nei nostri giorni schiacciando l'essere umano. C'è l'intelligenza di tutte noi donne che viene ingiustamente punita.
    E poi, c'è la tua dolcezza che arriva a colmare il vuoto di questo dolore. Io questa dolcezza voglio trattenerla con me. Stringerla forte e non lasciarmela sfuggire. Ti abbraccio forte forte
    Melania

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    1. Sei tu che sei sempre dolcissima, piccola stella. Tieni stretto quel bel mondo che hai dentro, non lasciare che nessuno mai lo calpesti. Le ingiustizie non vinceranno, nemmeno i soprusi, finchè ci sarà chi è disposto a combatterle e a non legittimarle. Ti abbraccio con affetto sincero, sperando di scaldarti fino nel profondo.. <3 Dal mio cuore, per quando modesto, potrai sempre attingere tutto l'affetto del mondo. Garantito.

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  7. Ho letto attenta e rapita anche questo tuo racconto. Hai un modo di raccontare che incanta. La cosa che noi donne dobbiamo imparare è avere il rispetto per noi stesse, volerci bene, capire il nostro valore, non permettere a nessuno di calpestarci. Altro che streghe ... Grazie per riuscire sempre a farmi sognare, anche con un racconto vero e toccante come questo. Ora vado a godermi Taste e il tuo pane. Un abbraccio grande grande

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    1. Terry, sei tu che mi fai (e ci fai) sempre sognare. Non io. Ogni cosa che prepari è stupenda.. e aspetto le lezioni con vero piacere, quella veneziana ce l'ho nel cuore! ^_^ Mai permettere a qualcuno di distruggere la bellezza che una donna ha dentro. Le vere streghe sono quelle che si insinuano nel cuore di chi le vede ovunque... Un abbraccio tvttttttttb!

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  8. Tesoro riesci a raccontare una storia tremenda con una dolcezza e amore che toccano davvero il cuore. Tutte le volte che leggo di un sopruso alle donne mi stupisco e affliggo. Come è possibile che l'essere umano non riesca mai ad imparare dai propri errori?

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    1. Elenina.. sì, anche io talvolta mi soffermo a pensare come, davanti a tanto dolore e tanta ingiustizia che si ricorda dal passato e si riscontra nel presente, l'essere umano non comprenda. E ancora più grave è l'indignazione che alcuni avvenimenti suscitano, seguita poi dalla noncuranza quando gli stessi avvenimenti accadono di nuovo. Ancora e ancora. Non so cosa resta, se non la speranza.. se non la volontà di imporsi e di salvare il salvabile. Certo è che se chi dovrebbe aiutare non aiuta di fatto.. :( Ti abbraccio amica cara. Con affetto!

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  9. CI HAI RACCONTATO UNA STORIA CHE SEMBRA ATTUALE DOPO TUTTI I SOPRUSI SULLE DONNE CHE FANNO INORRIDIRE, MA COME SEMPRE LO SAI FARE CON GRAZIA, RAFFINATEZZA, RIESCI AD INCANTARCI. SPERO CHE IL MESSAGGIO DI QUESTO RACCONTO POSSA ARRIVARE LONTANO.....GRAZIE TESORO. BACI SABRY

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    1. Grazie a te, Sabry bella. Perchè bella lo sei davvero. Johanneta meritava memoria.. e come lei tutte le donne che hanno fatto da capro espiatorio, da bersaglio di istinti perversi e repressi, da emblema dell'ignoranza e dell'ingiustizia altrui. Di soprusi tutti i giorni ne vengono fatti tanti, non solo a donne.. ma di certo, a tanti innocenti. Ricordare e lottare sono due cose importanti, per contrastare questa violenza che purtroppo è difficile da fermare. Un bacione con tanta luce, proprio tanta! <3

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  10. Ciao Ely, il tuo modo di raccontare arriva dritto al cuore. Mi auguro che venga letto da tante persone e che faccia riflettere chi ne ha bisogno. Ti abbraccio fortissimo, Sabrina

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    1. Sabri.. che belle parole mi doni in un momento un po'difficile.. in cui mi è complicato sentire la voce del cuore. Me lo auguro.. non ho mai avuto una grande stima di me, ma se posso fare qualcosa per aiutare qualcuno o farlo stare bene.. allora sono davvero felice. Io spero che un giorno si possa arginare questa spirale di follia senza tempo. Ti abbraccio fortissimo anche io, amica cara. <3

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  11. l'ignoranza l'ha fatta da regina a quei tempi e purtroppo ancora oggi impera e ci sono donne calpestate nella loro dignità. Essere strega con orgoglio per rivendicare la grandezza di quelle donne che non avevano strumenti per combattere un mondo al maschile.
    Il tuo pane profumato e saporito è una vera delizia per il palato.
    Un bacione grande grande ;*

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    1. Verissimo Rosi.. la chiami col suo nome: ignoranza. Credo che talvolta si cerchi di distruggere solo ciò che si teme. E la storia insegna, fin dai tempi dei Romani. Potrei scrivere interminabili parole su questo aspetto.. e su come la donna avesse il giusto rispetto paradossalmente solo in epoche protostoriche. Speriamo che la tutela aumenti, per le donne e per tutti gli indifesi, indistintamente. <3 Un bacione gigantesco, anima preziosa!!

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  12. Buon anno dolcissima Ely. Hai raccontato una storia passata ma molto attuale. Il tuo pane è favoloso
    Bacioni Alessandra

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    1. Ale cara.. buon anno, buon anno a te pieno di mille colori e della dolcezza che solo tu sai donarci! Tvb, un bacio immenso!

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  13. Cara Eli, i tuoi racconti sono sempre interessanti, più uno li rilegge e più trova sfumature e significati nuovi, come trovo molto interessante e buono questo tuo pane! Un bacione

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    1. Tesoro mio... grazie, sei preziosa come sempre! <3 Felice che anche il panino ti sia piaciuto, vorrei tanto fossi qui per dividerlo con te! Un abbraccio grande e... come ti ho detto, non solo il pigiama, anche io 'Je T'aaaaaaimeeeee', ahahahah! ;D

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  14. streghe con orgoglio, molto bello, ma nello stesso tempo mi fa male, perchè penso a tutte quelle donne che hanno subito in passato e a quelle che subiscono oggi ingiustizie di ogni natura solo perchè donne. Non conoscevo la storia di
    questa donna, ma se dovessi trovarmi ad Aosta, non mancherò di farle una visita. Grazie per averne parlato e complimenti per il tuo splendido pane. Grande e dolcissimo nello stesso tempo, come la protagonista del tuo racconto. Un bacione <3

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    1. Dolce Giò.. fa male sì, non posso che darti ragione. E scommetto che, se ti troverai a passare da quelle parti, Johanneta sarà felice di sentire che la ricordi e che le sei vicina. Perchè l'uomo non lo sa.. ma lei vive ancora. Un bacione, cara amica mia <3

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  15. buondì! Mi rivedo molto nell' essere una "strega" con orgoglio!...e bisognerebbe essere fiere di essere donne e solidali fra noi... e che bontà questa ricetta!!! Ti abbraccio forte, un bacio ;-*

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    1. Vale cara! Certo, bisogna esserlo con orgoglio, di fronte ad ogni ingiustizia. Bisogna anche avere il coraggio di opporsi ad ogni sopruso, perché se non possiamo debellare l'ignoranza dobbiamo perlomeno tentare di arginarla.. Grazie di cuore, sono così felice che ti piaccia! Un abbraccio stretto e un bacione! <3

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  16. Ciao Ely i tuoi racconti sono sempre belli è un piacere visitare il tuo blog! Un abbraccio

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    1. Sei un tesoro Mari.. il piacere è tutto mio di averti qui. Credimi. Un abbraccio grande grande! <3

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  17. meraviglioso racconto!!! attuale ...purtroppo...ma dobbiamo continuare a lottare perchè le cose cambino!!! bravissima mia cara amica perchè riesci a toccare il cuore anche con un argomento così doloroso. tvbtt tesoro mio!!

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    1. Mia dolce chef.. sì, credo che lottare sia fondamentale. Credo che non si debba mai abbassare la testa perchè ogni volta che lo si fa.. si legittima un comportamento sbagliato che poi diviene difficile sempre più, da eradicare. Sei una stella del cuore, amica mia. E tvttttttttb anche io, tantissimo!!

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  18. Ho i brividi...perchè purtroppo anche oggi tali brutture diventano realtà. Ma il tuo animo dolce e sensibie, omaggia con grazie e parole bellissime tali eroine.
    E gli scatti poi...
    felice di averti letta e goduta

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    1. Felice di averti qui, Debby. Sei sempre preziosa. Hai ragione, oggi le brutture ci sono e.. purtroppo non in forma sporadica o eccezionale. I fatti di questi giorni ne danno la prova, anche se credo continuino anche quando la 'scia' dei telegiornali si smorza e non c'è così clamore mediatico. Violenza accadono spesso, contro i più deboli. E l'unica è non demordere e dire no, fatto dopo fatto, perchè non passi mai una sola volta un'ingiustizia sotto silenzio. E' come legittimarla. Ti abbraccio, amica.

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  19. Streghe con orgoglio, mi piace.
    Deve essere deliziosa questa tua pagnotta.

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    1. Fra, ti aspetto per mangiarne un pezzetto insieme!! <3 <3

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  20. Ely siempre que vuelves nos traes maravillas :-))))
    Un saludito

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    1. Amiga que linda eres.. la verdadera maravilla eres TU! <3 Un abrazo con mucho amor, estrella!! <3

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  21. Anche al giorno d'oggi le donne che subiscono soprusi sono molte, molto toccante il tuo racconto . Da leggere tutto d'un fiato assieme alla tua fantastica ricetta . Un abbraccio, Daniela.

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    1. Un abbraccio a te, cara artista del sapore! In quanto a ricette fantastiche hai solo da insegnare <3 Grazie, amica!

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    1. Oh grazie, Carmine.. apprezzatissimo come i viaggi splendidi che ci sai regalare, anche solo con la mente! Ti abbraccio!

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  23. bellissimo racconto,e corro a leggere il nuovo numero!

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    1. Grazie Linda! Gentilissima..! <3 E ti mando un pensiero a scaldarti, sperando arrivi presto la primavera (e che sia CALDA)! ^___^

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  24. Il tuo racconto è meraviglioso,tocca davvero il cuore ed è meraviglioso anche questo tuo pane che sto divorando con gli occhi!!! Ti abbraccio stretta stretta mia carissima Ely!!!

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    1. Cara Eleeee <3 Come sarei felice di potertene offrire un pezzetto davanti a qualcosa di caldo! Sarebbe bellissimo, cancellerebbe per un attimo questo freddo che non sopporto piùùù! Un abbraccio stretto e pieno di affetto a te, dolcissima!

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  25. come sempre resto senza parole,la pagnotta è favolosa come le donne esseri tosti,con una marcia in più nascosta che esce quando serve,visto che ogni tanto ti perdo,non sapevo del giveaway di Natale,mi sono aggiunta ai tuoi lettori ancora non c'ero strano ma vero,alla prossima carissima,ti abbraccio

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    1. Paoletta, sarai la prima a saperlo al prossimo giveaway!! <3 Sarà un piacere, capisco benissimo.. a me sfugge tutto ultimamente, riesco a collegarmi così poco! Ti porto nel cuore con me.. e ti ringrazio, sei sempre una vera stella! Tvb!

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  26. L' uomo ha sempre avuto timore della donna, manifestandolo nei modi più atroci, non è mai stata superiorità ma solo debolezza e paura, e purtroppo è così ancora oggi . . .
    Hai raccontato la sua storia con le parole del tuo cuore e le hai regalato ancora un po' di vita . . .
    Sei stupenda Eli, come questo pane . . .
    Ti abbraccio stretta!

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    1. Mi trovi perfettamente d'accordo, e non è solo un dato immaginabile. E' la storia che insegna, fin dall'antichità. Chiunque abbia bisogno di violenza per affermarsi è comunque, a prescindere, il vero debole. Che la vita raggiunga la nostra cara Johanneta, per quella che le hanno rubato.. e tutte le donne che hanno bisogno di sentirsi ancora vive, lontano da chi non ha cura di loro. Tu sei stupenda, amica mia.. ti abbraccio anche io e ti mando un bacio pieno d'affetto! <3

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  27. Auguri, anche per me in ritardo, ti auguro di cuore un bellissimo 2017!!!
    Un pane meraviglioso come i racconti che ci proponi... bellissimi!!!
    Un abbraccio grande
    Flora

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    1. Flora sei troppo carina e ti abbraccio anche io! Ancora auguroni di ogni bene, perchè tutta la felicità del mondo ti venga a trovare, amica!! <3

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  28. fantastico questo pane come le bellissime storie che racconti!!!
    Un bacio grande

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    1. Gwen.. bacissimo a te! Che devo dire io, delle bellissime ricette che tu ci regali? Sei unica! <3

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  29. Ciao tesoro, in primis auguri di buon anno!!!
    Che bellissima pagnotta.
    Un abbraccio

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    1. Grazie di cuore, Manu! Auguri, auguroni anche a te di ogni bellezza, amica mia! <3

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  30. sei una grande scrittrice...e una vera artista! Adoro leggere i tuoi racconti, sono davvero una poesia le tue parole. Questa storia ha anche una lezione importante! Noi donne dobbiamo essere orgogliose di essere donne...nostra feminilita e la nostra forza...come tu dici, noi donne, siamo streghe con orgoglio.

    Molto interessante questa storia di Johanneta Cauda....grazie e te allora conosco questa storia historica. La storia insegna! e come ho detto un filosofo greco, la letteratura e piu vera di storia. p.s. Il mio nome Ivana e una versione slava di Johanna:)


    sembra delizioso il tuo panne!!!!

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    1. Dolcissima, sei davvero diventata brava con l'italiano, te l'ho detto :D Complimenti!! Tu sei tanto speciale per me, e ti voglio un bene immenso! La vera artista sei tu e vorrei tanto, tanto.. vedere le tue bellissime opere in una mostra. <3 Il tuo nome è stupendo e Johanneta sarà di certo felice che porti il suo stesso nome! Un abbraccio pieno d'affetto! ^___^

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  31. Rimango sempre affascinata dai tuoi racconti cara Ely! La pagnotta è una meraviglia, mi vafo ad annotare la ricetta, grazie!!!

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    1. Grazie mille amica miaaa.. che onore detto da te, ultimamente quando passo a trovarti mi lasci senza parole per la bontà delle tue ricette! :D Un abbraccio enorme! <3

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  32. Carissima Ely....Buon Anno di cuore!!! Purtroppo non riesco a essere sempre presente, e mi perdo un sacco di cose belle e interessanti, ma ti assicuro che non ti dimentico, sei troppo speciale!!!
    Ecco un'altro bellissimo racconto, purtroppo, per certi versi, ancora molto attuale visto che le atrocità sulle donne continuano quasi quotidianamente!!!
    Tu sei sempre bravissima non solo con la penna ma anche in cucina, visto il meraviglioso risultato di questa bella pagnotta!!!
    Felice di averti sempre presente sul mio blog ti abbraccio forte e ti auguro solo il meglio, te lo meriti tutto.

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    1. Lauretta non preoccuparti affatto! Anche io fatico ad esserci come vorrei, ma quando ci si vuole bene possono passare anche vent'anni e.. al primo saluto, non essere passato nemmeno un giorno :) Ti voglio bene, tesò. Anche al tuo bellissimo principino! Vi porto nel cuore sempre. In fatto di bravura in cucina.. tu hai solo da insegnarmi, credimi!! Anche a te auguro il meglio, perchè anche tu lo meriti tutto! Un abbraccione!

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  33. Ti trascuro..lo so...
    Ma sono dispersiva e spesso perdo tempo inutilmente invece di venire a trovarti..
    Sei speciale, lo sai, come tutto quello che esse dalla tua "penna" e dalle tue manine sante?
    Ti adoro piccolo fiore!

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    1. Amica mia, ti adoro anche io, ma tanto! E non fa niente se passi a trovarmi o no, se riesci o meno, se hai tempo o lo perdi. Io sono qui, sempre, perchè ti voglio bene davvero: i rapporti sinceri si basano su questo. Esistono, e basta. Al di là di ogni cosa! ^__^ Sei tu che sei speciale, e ti mando un abbraccio infinito!

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  34. Un tributo davvero toccante che solo tu potevi rendere tale con la tua fluida e coinvolgente scrittura. Grazie Ely x riempire il web di bellezza ed eleganza!
    Un abbraccio e a presto <3

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    1. Grazie a te, amica bella, per esserci sempre e per deliziarci con le tue ricette.. piene della tua unica dolcezza! Un abbraccione! <3

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  35. Cara Ely, questo pane è delizioso, ne immagino il profumo e la fragranza...
    Un abbraccio. A presto...con un'altra avventura :)

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    1. Simo grazie! A presto sicuramente e.. un abbraccio enorme per te, che cara sei! <3

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  36. Tempi bui di ieri e di oggi... leggerti è sempre un'emozione grande.. Grazie per la tua presenza carissima Ely...

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    1. Sono io che devo ringraziarti per essere nella mia vita, amica. Una rosa splendida nel giardino della vita <3 Ti abbraccio stretta!

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  37. Un racconto bellissimo che tocca il cuore, bravissima! Che bontà la tua pagnotta,ottimo risultato! Un bacione mia cara Ely!

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    1. Un bacione a te Mollyyyyyy <3 Grazie di cuore, sei preziosa!

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  38. Che belle ricette, che belle foto, che bei racconti!!!
    Ti auguro un anno pieno di amore e gioia!!
    Grazie di essere passata da me!
    Un bacio!!

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    1. E' stato un piacere Dani.. appena posso non manco! <3 Un augurio stupendo e pieno di affetto per te, per ogni cosa bella! Un bacione!

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  39. Arrivo sempre con grande ritardo... in questo periodo è così, perdonami!!
    Con le tue parole oggi ho conosciuto la dolorosa storia di Johanneta, purtroppo gli abusi e le prepotenze non conoscono fine!
    Un abbraccio cara, sei sempre nei miei pensieri <3

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    1. Lory non ti scusare! Capisco perfettamente!! Quando puoi è sempre un piacere trovarti qui, sai che sei sempre la benvenuta come anche nel mio cuore! ^__^ Un abbraccio a te, anche tu sei nei miei pensieri stella!!

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  40. Fantastica pagnotta, mi hai fatto venire in mente un particolare pane che ho mangiato in Trentino :) Oltretutto non conoscevo la donna del tuo racconto :)

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    1. Si? Effettivamente sono pani abbastanza nordici che io trovo strepitosi, Lunetta! E felice di averti fatto conoscere Johanneta, che merita un ricordo.. senza dubbio <3 Un abbraccio streeeetttooo!

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  41. Ciao Ely cara, è sempre bellissimo tornare da te.
    Un racconto che ti tocca il cuore davvero.....
    Una ricetta meravigliosa!
    Un abbraccio grande
    Sabrina
    www.delizieeconfidenze.com

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    1. E' sempre un piacere averti qui con me, credimi amica. Sei sempre dolcissima! Ti abbraccio anche io.. e ricordati di tenermi uno di quei dolcetti ai tre cioccolati ehhh :D <3

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  42. Purtroppo il tempo sembra essersi fermato per la crudeltà che troppo spesso viene riservata a troppe donne innocenti, colpevoli solo di voler essere libere, felici e indipendenti.
    Io al pane non posso mai direi di no. Da buona toscana una bella fetta di pane deve sempre esserci per accompagnare qualsiasi piatto.
    Buona notte cara.

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    1. Hai davvero ragione, Ila. Su queste cose il tempo di ferma.. anzi.. se può indietreggia perfino. Uno suppone che con l'avanzare della società avanzi anche la cultura, l'intelligenza, la civiltà.. invece... 'avanza ben poco'. Ti aspetto per gustare insieme una fetta di questo panino, tra una chiacchiera e l'altra stella! Buonanotte a te! <3

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  43. Eccomi finalmente ho potuto leggere con calma il tuo post, con le tue parole sei una penna indelebile negli animi sensibili di chi sa colgiere la profondità dei tuoi pensieri condivisi. Ma devo dire che anche la ricetta merita attenzione ;-) Bravissima tesoro, ti abbraccio forte

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    1. Come sei dolce, davvero ti ringrazio per queste parole. So fare poco, ma quel poco voglio donarlo tutto. <3 Grazie stellina.. e un bacione per uno stupendo giovedì!

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  44. Racconto toccante, ma purtroppo ancora troppo moderno. Servono più mamme che educhino i loro figli maschi al rispetto, possiamo solo sperare nelle generazioni future, dobbiamo combattere l'ignoranza perché è li che si nasconde il nemico peggiore. Meraviglioso questo tuo pane particolare, un pane dolce ricco ...da godere spezzandolo con le mani accoccolati su un divano chiacchierando con una dolce donna come te <3
    baci e buona settimana
    Alice

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    1. Dici bene: ancora troppo moderno. L'uomo non impara mai dai propri errori. E' tremendo questo.. al posto di progredire si cammina all'indietro. L'ignoranza e l'indifferenza sono i primi nemici da combattere, poco ma sicuro! Sarebbe bellissimo poter mangiare una fetta di questo panino insieme, amicaaaa! Non smetto di sognarlo!! Bacioni e dolce giovedì! <3

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  45. Io Non so se lo sai ma leggo il tuo libro e mi emoziono <3

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    1. Silvietta.. ma così mi fai commuovere. Sei dolcissima. Grazie, felice di sapere che ti sono accanto con quell'affetto sincero che provo per te, da tanto tempo ormai. TVB! <3

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  46. Ciao Ely che bello ritornare qui, che bello rileggere i tuoi racconti e che bello sapere che hai pubblicato un libro che mi regalerò molto presto. Tante cose mi sono persa in quest'anno di lontananza ma anche tante cose belle sono capitate e il tempo vuole che le strade si incrocino di nuovo... Un pane meraviglioso mia cara, ti abbraccio!

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  47. Come sempre sai regalarci emozioni, riflessioni e ricette che non nutrono solo il fisico ma anche la mente, un abbraccio, bravissima

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  48. leggo sempre con gioia la tua delicatezza, la tua dolcezza e il tuo saper regalare emozioni vere e sincere!
    un bacio grande Eli

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  49. Quando passo di qui non posso fare a meno di leggere tutto d'un fiato, Ely carissima sei l'emozione in persona, il racconto di johanneta è la triste storia che si ripete e si ripete...Bellissima la tua pagnotta credo abbia un sapore tanto delicato quanto intenso né sarà il profumo !! TVB :)

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  50. Ciao cara! Grazie per le tue dolcissime parole! La mia ciambella è lusingata dalle tue parole! (il concorso nada, non sono molto fortunata con i contest io ^^) kiss

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  51. Carissima, spero tutto proceda al meglio e presto possa leggerti.....
    Ti abbraccio forte

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  52. ely eccomi qui a commentare un post che avrebbe bisogno di essere letto ed ascoltato e anche capito da tutti , sai alle mie ragazze ( oramai maira e noemi hanno 11 anni e mezzo ) racconto e spiego cosa avviene a molte donne ..... loro sono incredule ed ingenue ma senza togliergli la loro fanciullezza ed innocenza le metto spero in guardia ....
    ti auguro un buon periodo e nel frattempo mi leggo la ricetta spettacolare di questa pagnotta

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  53. Quando leggo le tue parole, il mio cuore fa un sussulto e allora penso che ancora ci sono in questo mondo delle persone belle e pure come te che si aprono alla vita in modo positivo e altruista. Sono stata fortunata a conoscerti. Un grosso abbraccio

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  54. Emozionante e commovente. Ti abbraccio.
    Marina

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  55. È un racconto struggente Eli e al tempo stesso fiero. Siamo streghe con orgoglio...sempre! Vorrei che ogni adolescente e giovane donna leggesse le tue parole! Grazie tesoro, grazie di essere così sensibile e di saper usare le parole con sapienza e delicatezza!
    Un abbraccio grande,
    Mary

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