domenica 26 febbraio 2017

Mastro Roberto e la follia del carnevale

Giungeva un periodo, durante l’anno, in cui a Venezia l’inverno pareva stancarsi del suo grigio e ghiacciato manto; un momento in cui la luce, dopo mesi di malinconia cupa e desolazione, riusciva a far breccia nel rigido cuore della stagione e a renderla infine gentile al cospetto di un’imminente primavera: era nuovamente Febbraio. La nebbia mattutina si innamorava delle placide acque dei canali e dei rii, sorridendo di un’aura dorata alle prime carezze del sole: come un vaporoso pensiero, avvolgeva soffusamente le sagome dei gondolieri più mattinieri, che ondeggiavano silenziosi tra il gorgoglio dei flutti mentre attendevano sulle loro imbarcazioni. Giocosi riflessi di luce, proiettati dalle superfici acquose, disegnavano tremanti fantasmi sulle pareti antiche delle costruzioni antistanti: un riverbero brioso animava così vecchi palazzi rinascimentali dal fulvo intonaco scrostato o muri dai delicati toni seppia, che mostravano qua e là piccole nudità di mattone.
Mastro Roberto, chiuso sin dalle prime ore del mattino nella sua bottega, ammirava estasiato quello spettacolo silente: dalle ampie vetrate incorniciate da travi di legno intarsiate, il chiarore dell’alba raggiungeva morbidamente le innumerevoli maschere in cartapesta appese alle pareti e i raffinati costumi appoggiati ai manichini; lunghe ombre si stagliavano alla base di svariati modelli in argilla, immobili su treppiedi e sistemati su tavoli di pino massello. I pennelli parevano godere di una placida quiete, abbandonati nei bicchieri colmi di acqua torbida, mentre i colori nelle loro scatole sembravano giacere ancora addormentati: ogni cosa restava come in ascolto di qualche voce nascosta nell'aria, mentre il mastro mascheriere legava lentamente il grembiule ai fianchi e aspettava l’ispirazione ricercando la voce delle sue Muse. Già da qualche giorno le strade si erano riempite delle grida festose del carnevale veneziano, di persone allegre e un poco folli, che sfoggiavano abiti e travestimenti meravigliosi, il più delle volte frutto dalla sua mente estrosa. Tra un calco e l’altro, infatti, prendevano vita tra le sue mani i volti più belli della commedia dell’Arte: bianchi e cerulei visi del Bauta, scure e ovali maschere della Moretta, volti di scherzosi Arlecchini o di pagliacci Mattaccini. E se c’era un colore che nella bottega di Mastro Roberto non mancava mai, quello era l’arancione: l’artigiano pareva proprio incarnare lo spirito vivace e frizzante di questo colore, che sapeva regalare energia e freschezza ad ogni sua creazione. Niente poteva distrarlo una volta immerso nel lavoro, e la dedizione era tanta che il maestro aveva più volte rischiato di non pranzare, se non fosse stato per l’assidua presenza di un giovane garzone che gli recapitava quotidianamente del buon pane fresco.
Così, anche quel martedì Roberto sentì bussare come di consueto tre volte, prima che la porta si aprisse scricchiolando e facesse il suo ingresso un ragazzo piuttosto trafelato, con una grossa sacca di stoffa tra le mani.
<Gianni, buongiorno!> lo accolse il mascheriere, sfoggiando un sorriso ampio e luminoso. Ma non fece in tempo ad aggiungere altro che il garzone lo interruppe: <Buongiorno? Ah, magari lo fosse! C’è così tanto fermento in giro che la gente pare impazzita!>
Il giovane poggiò goffamente il sacchetto sul bancone della bottega, urtando involontariamente un alto vaso colmo di piume giallo limone e recuperandolo prontamente poco prima che finisse per terra. Gianni sbuffò, sistemandolo ad un lato del tavolo in modo che non fosse più d’intralcio.
<Bon, un altro guaio scongiurato> disse infine sollevato, asciugandosi la fronte e lasciando scivolare la mano sugli occhi con fare costernato <Ecco il vostro pane, Mastro Roberto, ma non prendetevela con me se non è quello che siete abituato a mangiare. Oggi, anca el fornaro xe deventà bauco!>
L’artigiano sollevò le sopracciglia con fare stupito e si sistemò gli occhiali, guardando incuriosito qualche sottile sfilatino che faceva capolino dal contenitore di stoffa.
<Bauco?> domandò poi fissandolo da dietro alle lenti, che ingrandivano ancor più le sue iridi chiare <A bèmpo. E perché il fornaio sarebbe diventato matto?>
<Perché ha fatto del pane dolce. Dolce, capite?> rispose Gianni scandendo nitidamente con la voce le sue ultime parole, battendo le braccia sui fianchi <Niente a che vedere con quei bei bastoni colmi di cipolle saporite, quelle soffici focacce profumate di patate e aromi. Gnanca par idea! No sior! Canditi, sambuco e noccioline! Ringraziate questo assurdo carnevale, se la gente diviene all’improvviso più sciocca e irriverente!>
Mastro Roberto lo ascoltò divertito e, afferrando un bastoncino dolce, profumato e ancor caldo, lo assaporò compiaciuto.
<Io non li trovo così male, il panettiere ha avuto un’idea davvero estrosa! Sai ragazzo, non comprendo la tua ostilità nei confronti di una festa così colorata, allegra e fuori dagli schemi>
<Beh, se lo volete sapere è una ricorrenza che proprio non sopporto!> sbottò indispettito il giovane garzone, passando circospetto il dito sul profilo di uno strano viso in cartapesta, appoggiato ad asciugare sul bordo del bancone antistante <Sono io a non comprendere cosa ci troviate di tanto stimolante ed esaltante. Che bisogno c’è di indossare una maschera e mentire sulla nostra identità? Quale senso ha mostrarci per quello che non siamo e agire contro le regole del consueto vivere?>
Il mascheriere prese a massaggiarsi la mandibola, accarezzandosi la sottile barba incolta. Poi buttò le mani in avanti, scuotendo il capo vistosamente.
<Suvvia, figliolo. Lasciamo da parte l’ipocrisia. Pensi che ci si travesta solamente a carnevale?> domandò, sospirando <La realtà è che le persone indossano continuamente ruoli sociali, nomi di mestieri, stereotipi o giudizi che la società gli incolla addosso. Tutti recitano una parte, tutti diventano talvolta qualcun altro, senza necessariamente porre vistose maschere sul viso. Questa è considerata normalità, ma dimmi: non trovi ancora più folle quando, per qualche giorno, la follia è permessa davvero ed è considerata invece anormalità?>
Gianni scrollò le spalle, tradendo un certo scetticismo.
<Oh dai!> continuò Mastro Roberto, aprendo le braccia con arrendevolezza <Quanti costumi ogni giorno indossiamo, inconsapevoli o no, per sentirci all’altezza di questo severo mondo? Perché dovremmo biasimare chi paradossalmente li toglie tutti, una volta l’anno, per indossarne uno capace di farlo sentire all’altezza di se stesso? Ecco ciò che trovo curioso nel carnevale: talvolta pare che si smetta di portare una maschera quando si arriva ad indossarla veramente! Sì, perché durante questa festa, poiché se ne ha occasione, ogni persona osa: corre il rischio di lasciarsi andare, sicura che nessuno potrà farla sentire sbagliata, inadeguata o in colpa, nel mostrare quella parte di se che normalmente nasconde per decoro o per vergogna>.
<Un gran paradosso, lo devo ammettere> commentò il giovane garzone, corrugando le sopracciglia nel notare la bruttezza di un lungo naso adunco che spiccava su una testa in creta, sagomata su un treppiede <Però ve lo concedo. Forse sì: ora che mi ci fate pensare, pare proprio che tra coriandoli e travestimenti la gente si conceda il lusso della libertà, lontano da giudizi o pregiudizi di sorta>.
<Pregiudizi come il tuo, mio caro ragazzo> puntualizzò Mastro Roberto con tono sarcastico e un poco pungente, puntando verso di lui un pennello grondante di tempera chiara <Certo, un mondo privo di maschere sarebbe auspicabile, ma temo impossibile: la vera nudità dell’anima spaventa, rende troppo vulnerabili oggigiorno. Ma se non si può fare a meno di un travestimento, per proteggerci o difenderci, facciamo almeno che non serva per ingannare o nasconderci, ma per comunicare qualcosa di bello che abbiamo dentro. Qualcosa di innocente, divertente e sincero>.
Gianni non disse più nulla ma l’entusiasmo del mascheriere doveva averlo contagiato, dato che l’artigiano lo vide distratto e sorridente mentre girava per la bottega studiando con curiosità una gran quantità di costumi e travestimenti: pareva infatti che anche il garzone avesse abbandonato tutto il suo scetticismo e fosse stato rapito dalla voglia di colore, di allegria e di sovvertimento del quotidiano vivere. Tuttavia quella pace dei sensi durò solo fino a che l’antico orologio di Mastro Roberto suonò i dodici rintocchi del mezzogiorno.
<Ma che ora che xe?> disse il ragazzo, ritornando improvvisamente alla realtà <E adesso chi lo sentirà il fornaio? Perdonatemi, ma vi devo lasciare. Sarà meglio che ritorni al panificio più veloce che posso, o saranno guai!>
Gianni si affrettò così verso la porta, stringendo ancora nelle mani una buffa maschera variopinta. Fece per tornare indietro per posarla sul bancone, ma Mastro Roberto lo fermò.
<Cosa fai? Corri, corri! E tienila, se lo desideri> ridacchiò l’uomo <Se non altro per oggi smetterai di travestirti di un ruolo che piace gli altri, per indossarne finalmente uno che piace a te!>







Sfilatini dolci alla farina integrale con sciroppo di sambuco, macedonia candita e arachidi salate
(senza lattosio, vegan)

200 ml di acqua
200 g di farina 00
200 g di farina Manitoba W350
50 g di farina integrale Antiqua W400 Molini Bongiovanni (grazieee, Mastro Roberto!)
75 g di macedonia candita
50 g di arachidi salate
15 g di lievito
15 ml sciroppo di sambuco
15 ml olio d’oliva
10 g di zucchero di canna
3 g di sale fino
1 cucchiaio di estratto di vaniglia naturale
1 cucchiaino di malto d’orzo

Sciogliete nell'acqua tiepida il lievito fresco con il cucchiaino di malto d’orzo. Ponete nella planetaria le farine e lo zucchero. Azionate la macchina con il gancio a foglia e aggiungete l’acqua con il lievito e il malto, poco alla volta. Quando il liquido sarà ben inglobato, aggiungete lo sciroppo di sambuco, l’olio d’oliva e l’estratto di vaniglia. Lasciate lavorare il robot finché l’impasto si sarà compattato. Inserite a questo punto il gancio a spirale, unite la macedonia candita e le arachidi salate. Dopo qualche minuto aggiungete il sale. Lasciate che l’impasto incordi, ci vorranno circa 20 minuti. Mettetelo a raddoppiare di volume in un luogo caldo (ca. 24°C) per circa 1 ora e mezza. Passato il tempo di attesa, stendetelo a forma di rettangolo e ricavate da esso longitudinalmente delle striscioline larghe ca. 1 cm. Trasferitele su una teglia coperta di carta forno e ponetele un’altra mezz'ora a lievitare al caldo. Accendete il forno a 200°C e infornate gli sfilatini dolci nella parte bassa del forno, abbassando la temperatura a 180°C. Lasciate cuocere fino a doratura, ossia circa 15 minuti, prima di sfornarli.

Immancabile è infine una dedica speciale per una persona altrettanto speciale: questo racconto è tutto per te, Roberto! E' per la tua anima allegra, profonda e luminosa; è per l'arancione che irradi da dentro, per la simpatia e il sorriso che sai donare a chiunque ti incontra. E' per la gratitudine di aver incrociato il mio e il nostro cammino, con la tua unicità: un cammino che non mancherà mai di essere ricco di colore e affetto sincero da donarti. Non cambiare mai!

Buon carnevale a ciascuno di voi, sia a chi lo festeggia che a chi preferisce non festeggiarlo. La cosa che conta è che vi sentiate liberi di essere chi desiderate davvero, oggi e sempre, noncuranti dei giudizi e delle giornate cupe: colorate i vostri giorni con i toni che più amate, sicuri della loro bellezza perché diranno qualcosa di vostro solamente. Giocate, ridete, gioite e riempite con un po' di sana follia la quotidianità: oggi non solo sfilate, ma...sfilatini per tutti! Hehehehe...

Un abbraccio e a presto!


98 commenti:

  1. ben venga il Carnevale allora,almeno una volta all'anno indossiamo la vera faccia,togliamo la amschera,un abbraccio questi bastoni dolci sono fantastici,complimenti come sempre

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Paoletta ti ringrazio, davvero! Sì, spero sempre che nella semplicità di giorni un po' fuori dal comune si possa riscoprire in parte la bellezza di essere bambini, nell'essere puramente ciò che si è (e si è sempre voluto essere)... lontano dalle imposizioni e dalle ipocrisie del mondo! Un abbraccio strettissimo!! <3

      Elimina
  2. Benvenuto il carnevale che porta una ventata di allegria. I tuoi sfilatini sono sfiziosissimi
    Bacioni Alessandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E tu mi porti l'arcobaleno, amica! Grazie Ale, un bacio grandissimo a te! <3

      Elimina
  3. Questi sfilatini dolci devono essere una vera bontà. Un abbraccio grande grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti aspetto volentieri per regalartene uno... sarebbe stupendo poterli dividere con te! Sei sempre un tesoro! <3

      Elimina
  4. Io adoro il Carnevale perché mette allegria, sono stata due volte a Venezia in quell'occasione ed è veramente suggestivo... ecco adesso mi siedo e mentre le maschere sfilano baldanzose assaporo il tuo profumatissimo pane. <3
    Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero Rosy? Ho sempre e solo immaginato il carnevale veneziano, sebbene mio nonno fosse veneto. Non sono mai stata a Venezia e mi piacerebbe vederla! Allora ti offro uno sfilatino e ti mando tutti i colori più belli del mondo, per avvolgerti in un abbraccio pieno d'amicizia! Un bacione <3 <3

      Elimina
  5. sei meravigliosa , Elyyyyyyy!!!! hai"fotografato" puntualmente e ironicamente, il nostro quotidiano...i ruoli che dobbiamo ricoprire...le nostre maschere, palesi o occulte!! hai proprio ragione!! questo post è gustosissimo!! nonsolo per questo ottimo pane dolce, ma anche un pò salato....ma per le immagini chiare, nitide, solari, fresche, come sei tu, trasparente e solare. Tvbtttt amica mia!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tuuuu sei meravigliosa, mia chef!! :D Sì, se proprio il mondo non può fare a meno delle maschere, almeno è meglio sfruttare l'occasione per indossarne di divertenti, con ironia! :) Grazie di cuore, come sai amo la luce.. infatti, tu per me lo sei!! TVTTTTTTTTTTTTTTTTTB stella miaaaaa!!!

      Elimina
  6. Conosco anch'io molte persone che portano la maschera e non solo a carnevale, ma la vera natura di una persona alla fine esce sempre . Una fantastica idea i tuoi sfilatini , ne prendo uno e ti invio un grande abbraccio .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dany bella.. quanto hai ragione. E che peccato, se ci pensiamo. Però è anche vero quel detto: 'Un asino può fingersi un cavallo, ma prima o poi raglia' :) Sono onorata che tu voglia prendere uno dei miei sfilatini.. avrei così tanto da imparare da te, amica!!! <3

      Elimina
  7. Che magnifico blog, stupendo...io adoro la natura e trovo incantevole lo sfondo, stupendi questi sfilatini e bravissima tu!!! Complementi per tutto: sei una creatura leggiadra!!!mi sono iscritta ai tuoi lettori fissi, da oggi hai una nuova fan! Buona settimana!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Criiiii <3 Ma quanto sei dolce!! Sono onorata di averti qui, nel mio piccolo bosco. Sono cuori come il tuo a renderlo più luminoso e pieno d'amore.. tutto quello che ti invio con un grosso abbraccio! <3 <3 Grazie di essere qui!

      Elimina
  8. si almeno una volta all'anno possiamo essere noi stessi, anche se per cambiare, per usare maschere diverse bisogna essere tagliati a farlo. Io non ci riesco, non riesco a sorridere laddove mi riesce difficile. Preferisco rompere i rapporti, ma cerco sempre di essere me stessa. Ti rubo un paio di grissini perchè il loro aspetto è delizioso, un bacione cara!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì.. infatti è proprio questo il punto. Cogliere l'occasione del carnevale per essere 'paradossalmente' più se stessi. Un momento in cui si torna alla semplicità infantile, quando mettere una maschera era solo un pretesto per sognare di essere forte come una tigre, dolce come una coccinella o coraggioso come un pirata. Oggi le maschere sono molto più finte di quelle che per inganno a carnevale mettiamo. Ed è un gran peccato. Preferisco anche io mostrarmi per ciò che sono: può piacere o no, ma la coerenza con se stessi non ha prezzo, anche in un mondo che te lo fa pagare a caro prezzo. Sei una stella. Tvb un bacione mia Gio!! <3

      Elimina
    2. grazie, ti voglio bene anche io <3

      Elimina
    3. <3 <3 <3 <3 Bella, amica mia.

      Elimina
  9. These bread sticks look bakery perfect!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh dear.. not perfect as your amazing crackers!! I love them, they are.. mmmh, so goooooood!! :D <3 Lots of love and hugs, dear friend.

      Elimina
  10. Buongiorno Ely. Come stai?
    Bello immaginarsi di girare tra le calli della città che mi ospita!!! ma sai che non sono ancora andata a Venezia per questo carnevale e domani è già l'ultimo giorno? Mi sono presa lunga!!!
    A volte la maschera però aiuta ad andare avanti nei momenti bui per evitare che la gente ti guardi sempre con commiserazione....e quindi su la maschera del sorriso e via in contro ad un'altra giornata finchè finalmente il sole non la scioglierà!!!!
    Un abbracciotto mentre ti frego un grissone dolce/salato (mi ispira questo abbinamento!!!)
    Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara stella!! <3 Spero tu sia riuscita a godertelo un pochino, allora, se può portarti un po' di allegria e spensieratezza! <3 Ti voglio tanto bene anche per questo, perchè hai perfettamente capito il senso di questo racconto.. già, tutti i giorni si indossano maschere, per i più svariati motivi. La nudità spaventa, ma c'è un'innumerevole elenco di maschere e non tutte sono cattive o ipocrite. Non tutte vogliono 'mentire'.. alcune cercano solo di renderti più forte davanti a dolore o a paura, per far sì che gli altri non si accorgano di un tuo disagio. Io ti auguro di poter fare a meno anche di queste.. non per altro, ma perchè significherebbe che non avrebbero più senso e che tu sei felice, finalmente serena e felice. Ti abbraccio fortissimo anche io, ti offro uno sfilatino volentieri.. del resto vorrei rubare tutte le tue irresistibili frittelle!!! ^___^

      Elimina
  11. e' un racconto superlativo! scrivi poesia amica! trascini ovunque con le tue parole, i tuoi racconti sono emozianti come te! tvb

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tesoroooo! Ma che onore sentirlo dire da te... <3 La vera emozione me la regali tu con la tua amicizia e la tua presenza :) E non mi metto a parlare anche della tua bravura ai fornelli sennò... rischio di scrivere un papiro! ahah! TVTB anche io, poco ma sicuro!!

      Elimina
  12. "...l'arancione che irradi da dentro..." bella come espressione, come ciò che hai scritto.
    Prendo idealmente questo sfilatino dolce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Fra <3 Sempre carinissima! Sì, Roberto è proprio 'arancio dentro'. Un sole! :D Serviti pure, un bacione grossissimo!!

      Elimina
  13. Que fabulosos que te han quedado.
    Ely genial!!!! verte publicar.
    Que bonitas que te han quedado las fotos.
    Un saludito

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amigaaa <3 Tu eres genial, y te quiero mucho muchissimo!! Gracias, con todo mi corazon! Un beso con amor!! ^__^

      Elimina
  14. Non vedevo l'ora di venire a gustarmi il tuo racconto. E come sempre vengo trasportata in un altro mondo e immagino mastro Roberto ... le maschere lasciamole solo per il carnevale. Cerchiamo di essere noi stessi, si fa meno fatica non credi? Anche se a volte è meglio tacere ma fingere proprio si fa troppa fatica per i miei gusti. Io sono quella che sono, nel bene e nel male. E maschere non mi piace portarne. invece mi piace molto questo tuo pane, un pò dolce e un pò salato. La cosa che mi hai colpito di più? La luce di queste foto ... che rispecchia pienamente "l'arancione che irradia da dentro Mastro Roberto". Tanti baci a te, dolce amica mia. ♥

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Terry <3 No, il mio racconto non elogia le maschere, tutt'altro :) E' una constatazione del fatto che si condannano le maschere a Carnevale (quando paradossalmente le si indossa con ingenuità, con sogno e voglia di sorridere di noi stessi) quando poi se ne indossano di ben peggiori tutti i giorni. Solo che 'non si vedono'. Portare maschere non è MAI bello, MAI giusto. Eppure non tutte sono indossate con cattiveria o volontà di fingere e ingannare.. certe le si indossa per dolore, per paura, per sofferenza, oppure ce le mettono con pregiudizi e offese. E queste sono difficili da togliere, è difficile dimostrare chi sei quando ti etichettano. Un mondo senza maschere è quello che vorrei.. perchè anche io non amo metterle e mai lo farei. :)) Grazie stella, grazie davvero!! Un bacione gigantesco pieno di amicizia! <3 <3

      Elimina
    2. Si era capito bene dal racconto, spiegavo solo il mio punto di vista. Anche io ti voglio tanto bene, sempre. ♥

      Elimina
    3. Ma certo tesoo :D Mi devi scusare, se mi dilungo lo faccio quando mi piace 'ragionare' sulle cose.. e apprezzo tanto il tuo modo di pensare e ogni tuo prezioso contributo! <3 Era un modo per spiegarmi meglio, ma niente a che vedere con ciò che dicevi tu, sempre interessante e piacevole. Del resto, il tuo cuore lo è.. e come fare a non amare tutto ciò che comunica?? TVTB un abbraccio stellina!! ^__^

      Elimina
  15. Secondo me chi porta la maschera sempre porta un gran fardello che pesa ogni giorno di più, viva la gente aperta e sincera e tu , cara amica, lo sei davvero ! Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava Chiaretta. Sia che le si indossi con cattiveria, sia che le si indossi per dolore... oppure nonostante ce le mettano, delle volte, è sempre un fardello insopportabile. Che bella la leggerezza dell'essere, invece, quando si dice al mondo che nel bene e nel male non abbiamo bisogno di altri volti.. anche quando il mondo stesso punisce questa purezza! Anche tu, amica mia, sei davvero un dono prezioso di sincerità e amore, puoi credermi! E ti voglio un bene immenso!! <3

      Elimina
  16. Ely come sempre conquisti il mio cuore con i tuoi racconti, mi sembra di essere parte della storia.... E' brutto portare delle maschere che nascondono le nostre verità nascoste e anche le nostre bellezze. Questi sfilatini così particolari mi hanno conquistato, un bacione e buona settimana!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ely, appena venuta nella tua casetta nuova e sono già entusiasta!! <3 Bellissimo inizio che ti auguro porti una mareeeea di belle cose! Sì, cose autentiche e sincere senza quelle maschere che - fuori dal carnevale- sono solo deleterie! :) Un bacione stella! E buon proseguimento di settimana a te!

      Elimina
  17. Uffa arrivo tardi per poterne avere anche io un pezzetto? A me piace tanto il "culetto" 🙊 Come lo chiami tu?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahha! Simoo mi hai fatta ridere un sacco!! :D Certo che sei in tempo, anche io lo chiamo il 'culetto' e, siccome lo sfilatino ne ha due, che dici? Facciamo uno a te e uno a me? <3 Bella sei. Ti abbraccio, sei un tesoro!

      Elimina
  18. Il tuo modo di scrivere è stupendo Eli, sei una forza della natura, leggo sempre i tuoi racconti tante volte, per paura di perdermi anche solo una parola e per godermele tutte ed emozionarmi!! Speciali questi sfilatini, amo i pani dolci, sono davvero super!!
    Un abbraccio cara, buon proseguimento di settimana!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara la mia Silviettaa! Ma sei dolcissima... mi commuovi così. <3 Sono felice che sia stato tutto di tuo gradimento, ti offrirei volentieri uno sfilatino e assolutamente anche un abbraccio ancora più dolce!! TVB

      Elimina
  19. Ely mi è sembrato di essere in quella bottega.. assistere alla fantasia prendere forma nelle abili mani di Mastro Roberto e immaginarmi il suo goffo garzone che finalmente ha capito il senso del Carnevale. Non trovi sarebbe bello che tutti i giorni potessimo indossare la NOSTRA maschera senza filtri e finzioni??? Sai, io ci sto provando, x il mio bene e non sai quanto sia dura...
    Ma passiamo a questi sfiziosi e allegri sfilatini...quando nell'aria ci sono sbuffi di farina, io arrivo sempre :-P
    Buon Carnevale a te e a presto <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Consu bella.. certo, sarebbe bellissimo e concordo con te! E so anche quanto sia dura.. perchè lo vedo tutti i giorni. Il mondo non rende facile la vita a chi vuole essere sincero e pulito... ma dobbiamo lo stesso insistere e vincere noi! :) Dolce amica.. tu con il pane hai un rapporto privilegiato..!! Un giorno dovrai insegnarmi qualche ricetta delle tue... ;) Un bacione immenso!

      Elimina
  20. buon carnevale anche a te tesoro...mi piace molto questa riccetta, devo provarla! non ho mai provata sfilatini dolci!sei davvero una artista in cucina...ma anche in senso letterario. Mi e piacuto tanto tanto il tuo racconto. Scrivi cosi bene...e sai come dicono, chi scrive bene, pensa bene. Hai un grande talento! Un giorno io faro una tradizione di tui racconti in inglese. Che dici? E una buona idea?:)

    RispondiElimina
  21. maestro Roberto ha ragione....Quanti costumi ogni giorno indossiamo, quanti, mamma mia.... e perche? Per paura? per paura di non essere amati? il timore di non essere amati abbastanza? chissa....siamo davvero molto complessi, noi esseri umani...ma io credo...credo negli esseri umani, credo nell'arte...credo negli bellissimi esseri umani e bellissime persone come te...credo nell'amore, nell'amizia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei bellissima, amica mia. Profonda, sincera e ti voglio un bene GRANDISSIMO. Sono felice di averti nella mia vita, non mi stancherò mai di dirtelo. Mi capisci sempre subito e perfettamente. <3 Tu sei la mia artista, anche di vita.. e certo, mi piacerebbe che tu li traducessi in inglese. Che onore! :D resta sempre come sei..anche io credo nell'amore, nell'amicizia, nelle cose belle e... in te, che sei tutto questo!!! <3 Un abbraccio, stella speciale!

      Elimina
  22. Non mi piace il carnevale...ma questi sfilatini siiiii
    Tesoro posso rubartene uno?!
    Ti abbraccio forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io non amo la festa in se, tusa. :D Ma come mi è capitato di dire... ne amo i colori. Forse perchè l'inverno è troppo lungo, troppo freddo e grigio e io lo soffro. Così quando arriva carnevale, con i primi fiorellini e i primi colori.. penso che tra un po' sarà primavera e resto più sollevata! Certo stellina, rubane anche due o tre.. sarebbe un piacere! Io farò lo stesso con le delizie al té che sei riuscita a preparare oggi :P Tvb

      Elimina
  23. Conozco Venecia en verano, no me la imagino cubierta de nieve. Por aquí el Carnaval ya casi no existe.
    Saludos Ely desde Argentina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. El verano es siempre mejor, querida! :D No puedo resistir mas, con este frio! Un beso amiga, y gracias. Saludos tambien de Italia para ti <3

      Elimina
  24. Complimenti per come ti sono venuti questi sfilatini! Ah e poi Venezia.. che dire.. e come scrivi.. incanto. Brava dolcezza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Francy!! Che incanto sei tu, con la tua delicatezza e femminilità, amica mia!! <3

      Elimina
  25. E mi mancava la tua poesia infinita. Alice andrebbe matta per questi sfilatini. Ne prendo uno per lei ok?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stella.. ma non sai che piacere mi ha dato venire a trovarti ancora. Quante cose vorrei chiederti, come mi piacerebbe incontrarti per un luuungo caffè. E conoscere la tua principessa! <3 Per Alice puoi prenderne anche mille, di sfilatini.. insieme ad un abbraccio pieno d'amore! Tvb!

      Elimina
  26. Confesso di non aver mai amato il Carnevale quando ero piccola, mi vergognavo molto a mascherarmi. Ora che vedo l'attesa febbrile e il divertimento delle nipotine mi sento coinvolta nella loro gioia anche io.
    E' vero molto spesso la vita, la società ci induce a vivere dietro una maschera, la maschera del "politically correct", del "devo essere sempre super perfetta", spesso ci indice a nascondere i sentimenti, a fare buon viso a cattivo gioco. Ma da persona molto fatalista (o forse è la vecchiata?!??) credo che proprio non vada sprecato neanche un secondo a fare quello che il mondo pensa dovremmo fare. Non si può mai sapere cosa ci riserva la vita, sarebbe un peccato sprecarla e non viverla appieno per colpa di una maschera

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come sei dolce Ele.. immagino che con i nipotini si torni bimbi due volte. Ed è una gioia vera. Io lo sentivo di più da piccina ma forse perchè adesso qui da me non fanno praticamente niente. Non un carro, non un coriandolo, non quelle feste in piazza che ci riunivano da ragazzini e nelle quali la massima paura era quella 'della schiuma da barba dei ragazzi più grandi'. :) Tempi che cambiano... ma per fortuna belle anime come la tua restano. No, niente vecchiaia, amica!! E' saggezza questa, che io pienamente condivido <3

      Elimina
  27. Sempre più brava, un racconto che ti prende, una buona ricetta e delle magnifiche foto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie amico carissimo. Che dovrei dire di te, allora? E' sempre così gratificante e prezioso leggerti! <3 Un abbraccione!

      Elimina
  28. Una riflessione tanto bella quanto vera. E una delizia sono anche i tuoi sfilatini. Un super abbraccio dolce Ely

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mega abbraccio anche a te, tenera stella. Con affetto sincero! Che la vita ti riservi solo amore e colori, Lisa! <3

      Elimina
  29. Hai ragione la cosa che conta è vivere e porsi solo per quel che siamo veramente, semplicemente, senza false sovrastrutture, senza maschere dietro le quali celarsi. Adoro leggere le tue parole e i tuoi racconti, il tuo modo di scrivere è sempre così armonioso, sai cosa mi è mancato mentre leggevo? Spiluccare uno di questi sfilatini devono essere una meraviglia!
    bacioni
    Alice

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... rimediamo subito, tesoro! Eccone qui uno, che dividerei volentieri con te. Mi fa tanto piacere che tu ti soffermi sui miei pensieri, sai? Perchè io faccio lo stesso, con vero piacere, ogni volta che passo da te.. <3 Nemmeno a farlo apposta, sono appena venuta a commentare le tue lasagne stupende e a riflettere sulle bellissime parole che hai scritto. Condivido appieno e più ti leggo.. più voglio dirti che sei una persona meravigliosa. Non cambiare mai.. questo è un mondo duro, ma se esistono luci come quella che porti nel cuore, forse ancora qualcosa è possibile salvarlo. Ti voglio bene. <3

      Elimina
  30. Sono ormai sempre di corsa.. poco tempo.. e solo la sera per passare a trovarvi.. quindi riesco a malapena a leggermi la ricetta.. ma appena avrò un attimo.. magari nel w.e. leggerò la tua storia... Un abbraccio forte forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Claudietta, nessun problema lo capisco benissimo! Anzi, grazie per essere passata lo stesso... per me è un onore e una carezza al cuore sapere anche solo che mi hai pensata, amica!! <3 Ti abbraccio con affetto vero.. e complimenti ancora per il goulash!<3 <3

      Elimina
  31. Evviva evviva il Carnevale....con i suoi colori e i suoi profumi....con il tuo racconto mi vedo su una gondola con un abito da fiaba a volteggiare libera libera libera... magari mordicchiando uno di questi stupendi sfilatini !! Come sempre mi sorprendi con queste meraviglie ! 😘

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che gioia sei, Anto!! <3 Ma lo sai che sei proprio un arcobaleno? Sei sempre così fresca e colorata.. ti adoro! :D Resta sempre così, una bella principessa di una bellissima fiaba, amica! Ti mando un bacione e serviti pure!

      Elimina
  32. una ricetta veramente particolare Ely, non ho mai assaggiato niente di simile, devono essere deliziosi, anche per chi come me non festeggia il carnevale ;) Un bacione, a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Simo.. ho ancora in mente la bellezza dei tuoi piccoli e deliziosi 'giardini in miniatura'. Sei troppo brava, mi hai davvero ispirata!! :D Un bacione stella, non sai quanto vorrei offrirti un panino in cambio di un tuo crostone! <3

      Elimina
  33. Mi piace molto leggerti cara Ely, e le tue ricette sono sempre super!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo stesso vale per me, amica. Ma le tue ricette hanno tutte una marcia in più! Hai una fantasia immensa!! <3 <3 TVB

      Elimina
  34. mia dolcissima e cara amica che gioia trovare un tuo commento con gli auguri per il mio compleanno è stato un regalo bellissimo!!!!anch'io tvttb...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amicaaaa <3 <3 Ma era il minimo.. quando posso passo sempre dalle persone che amo.. e il tuo compleanno meritava di essere festeggiato. Tu meriti di essere festeggiata, per la bella anima che porti dentro e per tutto il sole che sai donare! ^___^ Grazie di essere sempre con me! TVTTTB!

      Elimina
  35. Gran bella storia che sia questo il segreto del carnevale?
    I sfilatini dolci con il fiore di sambuco sono assolutamente da provare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chissà, caro amico.. :) E ti offro volenteri uno sfilatino.. sono appena passata da te e... che sogno, la Provenza! Mi fai venire i sospironi con le tue bellissime proposte di viaggio! Ti abbraccio con affetto!

      Elimina
  36. Che bella storia, come sempre i tuoi racconti ci fanno riflettere... allora che ben venga il carnevale! Che delizia i tuoi sfilatini dolci, sono sicuramente da rifare! Un bacione mia cara Ely, nell'attesa di rileggerti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tesoro.. bella tu, e che buona la tua zuppetta! Sei un fiore, te l'ho detto. Grazie di essermi amica, un giorno spero di darti un abbraccio forte forte forte! <3

      Elimina
  37. Questo tuo racconto mi ricorda un discorso che feci anni fa con il mio professore di storia e filosofia. Nella vita si porta un pò tutti una maschera e purtroppo non solo a Carnevale. Spesso la si porta non per fini loschi, ma per nascondere sul proprio volto il dolore che si ha dentro. Quel dolore che per chissà quale ragione colpisce più alcuni di altri. Vado via portandomi un paio dei tuoi golosi sfilatini. Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero? Ne sono onorata allora, perchè potrai capire nel profondo anche i miei pensieri. E' verissimo. Non tutte le maschere sono 'cattive'... alcune ci difendono e ci nascondono, quando siamo troppo vulnerabili per esporci. Spesso, accade quando proviamo tanto dolore e dobbiamo essere forti per forza.. sebbene c'è chi ci reputa deboli... Che onore, se prenderai un paio dei miei sfilatini non potrò che esserne felice, Eli!!! Un bacione immenso...

      Elimina
  38. Io so che se lo dico a te, tu più di chiunque altra potrai capire. E lo so, perché certe cose si sentono, senza necessità di doverle spiegare.
    Di maschere ce ne sono molte in giro, ne vedo così tante...solo che col tempo ho compreso che dietro c'è tanto di più. Che ognuno la indossa, chi con ingenuità, chi con malizia. Chi col la tenacia di chi ha solo voglia di proteggersi.
    Si, tu lo capisci bene ciò che voglio dire.
    Scavi sempre tanto a fondo, così tanto che mi pare di sentire sulla pelle ciò che spesso fatico a rimarginare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che comprendo, anima bella. Come ti ho detto, alcune vibrazioni del cuore si percepiscono anche solo con l'anima.. a qualunque distanza, in qualunque luogo.. Tante maschere diverse, alcune terribili e ipocrite; altre indossate per paura, sconforto, soggezione o inferiorità. Si indossano sorrisi quando si vorrebbe piangere, ci si veste di sole quando dentro si muore di freddo. E il mondo vede poco oltre ciò che appari. Non vede dentro, non si pone il problema di capire 'chi sei diventato', 'per quanto' e soprattutto 'perchè'. Ma chi sa cosa significa, in un mondo dove le apparenze bastano.. allora sì, che sente sulla pelle. Sei splendida. E tu non lo dimentichi, vero? TVTTB

      Elimina
  39. Ciao Ely i tuoi racconti mi conquistano sempre, non sono solo poetici e delicati ma profondamente veri. Quante cose serie riesci a dire con questa leggerezza. E poi i tuoi sfilatini.. golosissimi e fotografati con grande eleganza. Baci!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anto sei cara.. <3 Grazie infinite, per le foto non è solo merito mio ma anche del mio fotografo che mi sopporta pazientemente. :D Voglio fare, voglio fare.. ma senza i suoi consigli...!! Del resto, a me la penna :P Un bacio immenso e un abbraccione! Tvb

      Elimina
  40. Purtroppo è vero, troppe volte indossiamo maschere tutto l'anno e magari anche tutta la vita, che piacciono agli altri e per accontentare loro, nascondendo il nostro vero io solo per essere accettati o compiacere o peggio ancora per fare malefatte e cattiverie di ogni sorta, peggio ancora le persone che si mascherano da buone ed invece sono finte perbeniste, mi fanno molta rabbia e tristezza.
    Per cui ben vengano le maschere colorate a Carnevale quando le si indossa solo per puro divertimento e svago, ben lontane da quelle di certe persone (fortunatamente non è il nostro caso amica mia) che invece indossandole per i loro scopi, sono calcolate e ben studiate! Comunque complimenti sia per il racconto che per questa ricetta, davvero originale e sfiziosa. Ma come fai? Sei sicura di essere di questo mondo, incantevole creatura?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esattamente, dolcissima.. le mascherine forse è meglio usarle per divertimento <3 Preferisco credermi un topo o un'apina piuttosto che mettere maschere che possono ferire o restituire alle persone ciò che non sono :) Cara sei... certo, purtroppo il mondo è questo, anche se vorrei appartenere a tutt'altro universo.. ci accontentiamo, mia bella Lunetta. Sei unica, tvtb!! ^_^

      Elimina
  41. Risposte
    1. Thanks for you visit...! <3 You're so kind... ^_^ Tambien vì el blog de vosotros y es algo de maravilloso!! Un beso grande grande!

      Elimina
  42. adoro le tue storie! e anche questi sfilatini!!

    RispondiElimina
  43. Amiga querida y del alma que buena historia y ver estos ricos bagette dulces alegran el paladar,te han quedado preciosos y seguro deliciosos,pronto llega la primavera y verás que todo es un carnaval de flores y alegrías,abrazos y besos.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esperamos en bien, mi querida y dulce amiga! Quiero mucho un poco de calor, de colores y de flores <3 No me gusta nada el frio y el gris del invierno..!! te echo de menos, estrella.. te quiero mucho mucho! Un abrazo grande!

      Elimina
  44. Che fatica immane essere quello che gli altri vogliono.Non ne sarei mai capace,anche se ogni tanto mi vesto di diplomazia,per non creare polemiche sterili.Ma son così,come mi vedi,come"tu"sai vedermi:contraddittoria,ironica,burlona,ansiosa,istintiva...Lascio cadere ogni maschera con chi raccoglie sensibilità,con te non ne indosso mai,ci vedresti attraverso.In questo momento vorrei essere un supereroe per arrivare da te in un secondo,sfilare uno sfilatino profumato e stringerti in un abbraccio.
    Tu sei nata fata,nessuna maschera ti renderebbe più libera di quel che sei😘

    RispondiElimina
  45. Nella tua storia ci sono parole vere,penso proprio che il carnevale sia il momento in cui scegliamo di indossare la maschera che ci rappresenta di più togliendo quella finta di tutti i giorni.
    Un bacione grande

    RispondiElimina
  46. ....caspita...è un piacere leggerti :) io sono di poche parole ma leggo molto volentieri :)
    un saluto
    baci baci ♥ ♥ ♥

    RispondiElimina
  47. come diceva il buon Pirandello, nel corso della vita troveremo molte maschere e pochi volti ahimè..... che bello leggerti e che meraviglia questi tuoi sfilatini!!! Bacioni cara!

    RispondiElimina
  48. Fortunatamente sono circondata da gente abbastanza schietta, chiaramente anche a seguito di tante bastonate (vere e proprie svejabauchi, tanto per restare a tema) che mi hanno fatto discernere abbastanza velocemente sulla natura dell'animo umano. Oramai le maschere, anziché vederle, le sento a pelle e mi danno un tale senso di disagio che scappo a gambe levate e forse è per questo che non amo il Carnevale, perché non ne sento la necessità e anche perché l'eleganza che lo ha contraddistinto nei secoli si è dissolta per lasciar posto ad un atteggiamento becero ove tutto è lecito e che, per quanto mi riguarda, da amante del bello proprio non riesco a digerire. Però nel mio unico Carnevale veneziano, quando da piccolo Pierrot mi godevo i magnifici abiti settecenteschi che popolavano Palazzo Ducale, posso dire di aver apprezzato quella signorilità simbolo di un tempo passato ma che ancora riesce a sopravvivere in alcuni ambiti... e con la soddisfazione di essere stata soggetto di alcuni fotografi che mi chiesero di posare per loro, io piccolo Pierrot...
    Un bacio Eli cara e grazie per questo racconto steso così bene.

    RispondiElimina
  49. Carissima Eli solo ora riesco a passare......il Carnevale è già passato ma leggerti è sempre bellissimo e coinvolgente. Come non essere avvolta dalla meravigliosa atmosfera del Carnevale veneziano e sentirmi partecipe del vivace dialogo tra mastro Roberto e il garzone Gianni visto che è la mia città, quanta verità e quanta saggezza ma la vita non da sempre la possibilità di avere la libertà del Carnevale!!! Io cerco di avere il più possibile la maschera della positività e della fiducia, un bel sorriso, non di quelli falsi, ma quelli che partono dal cuore e che aiutano ad andare avanti, le cose brutte e ingiuste si vedono bene ma ci si sforza di cercare anche li il meglio!!!
    Ti abbraccio forte e ti ringrazio tanto di essere sempre presente nel mio blog (vado Pietro ha fame, scusa se non ho commentato bene...ma sono sicura che tu hai capito)

    RispondiElimina