martedì 24 ottobre 2017

Il collezionista di sogni / The dreams collector

Le ultime gocce di pioggia raggiunsero il suolo ticchettando sommessamente, decretando la fine dell’ennesimo temporale. La luce intensa dell’imbrunire squarciò le nubi plumbee come una spada dorata, accendendo di uno sfolgorante chiarore l’umida e vaporosa foschia che aleggiava bassa per le strade di Covent Garden. I profili delle larghe finestre vittoriane e dei colonnati delle abitazioni si perdevano evanescenti nella nebbia, resa quasi impenetrabile dai fumi grigi che uscivano come spettri da comignoli di palazzi antichi. In una pallida quiete dopo la tempesta, gruppi di bambini giocavano saltando nelle pozze d’acqua piovana ai bordi dei marciapiedi, catturando con la loro innocenza gli ultimi raggi di luce di un’estate che a Londra finiva sempre troppo presto. Tra vivaci risate di fanciulli e conversazioni composte di eleganti uomini in marsina scura, si udiva di tanto in tanto lo scalpitio deciso di cavalli al passo, intenti a condurre carrozze o ad aiutare ormai stanchi contadini a portare sacchi colmi di fieno. Qualche donna affrettava il passo verso casa, sollevando la lunga gonna ormai zuppa e poggiando sull’avambraccio pesanti cesti, colmi di pane e verdure; alcuni commercianti, invece, tentavano di alleggerire con un alto bastone i tendoni sopra alle loro bancarelle, resi pesanti e gocciolanti dal ristagno di pioggia. E, proprio dal sedile anteriore del suo carrozzone, Lord Pickingill osservava divertito le longilinee e affusolate ombre che i mercanti proiettavano sulle pietre del manto stradale, curiosamente somiglianti alle sgraziate e buffe marionette che egli soleva portare per le contee inglesi durante i suoi popolari spettacoli: mentre le ampie ruote di legno del barroccio giravano vorticosamente, disegnando lunghe scie umide sulla superficie bagnata dell’acciottolato, l’anziano signore schioccava di tanto in tanto le redini per mantenere il suo fulvo cavallo al trotto, perdendosi nel volto di quell’infuocato tramonto che sembrava stesse recitando i versi malinconici e struggenti di un poeta maledetto. I suoi vivaci occhi chiari, contornati da piccole e fitte rughe d’espressione, parevano finestre spalancate sulle impercettibili bellezze del mondo. Egli amava notare le cose che ai più sfuggivano, ricercava dettagli e stranezze, si divertiva a sbalordire e a incuriosire chi spesso non era capace di spingersi oltre ciò che riusciva a vedere: a dispetto della sua veneranda età infatti, Pickingill conservava in cuor suo l’animo di un giovinetto, frizzante e impertinente come il vento d’autunno. E mentre il carro sobbalzava a più riprese sul suolo sconnesso di una strada lucida e scura, tanto da sembrare coperta di pece al tocco lucente del crepuscolo, l’uomo attendeva trepidante di poter mostrare ancora una volta ad un pubblico stupefatto e divertito la sua raccolta di oggetti misteriosi, ammaliandolo con strane illusioni e incredibili racconti: quando l’anziano giunse finalmente nei pressi della piazza principale, tirò fermamente le redini e la carrozza arrestò la sua corsa, cigolando e stridendo acutamente. Pickingill scese allora con lentezza dalla sua postazione da cocchiere e, dopo aver sistemato il suo lungo cappotto grigio, assicurò il cavallo ormai stanco ad una piccola colonnina di marmo. Si diresse poi verso il fondo coperto del calesse, dal quale estrasse un modesto tavolo in legno e dei capienti sacchi di iuta, chiusi grossolanamente con delle corde ormai logore: con accuratezza e pazienza, allestì la sua postazione perché tutto fosse perfetto. Così, sopra ad una lisa tovaglia color avorio, ben presto fecero bella mostra di sé una grande quantità di libri, stampe rare, cammei, coralli, gioielli e filigrane. Ma non solo: come in un minuscolo museo itinerante o al pari di una di quelle Wunderkammer tanto in voga a quei tempi, occhi più esperti avrebbero certamente incontrato monete antiche e reperti archeologici stupefacenti, vasi ed anfore, nonchè straordinarie collezioni naturalistiche di foglie o di rare pietre preziose.
Quando si sentì finalmente soddisfatto, l’attempato signore si schiarì la voce e, con tutto il fiato che aveva in corpo, si rivolse alla folla intenta a visitare il mercato.
<Signore e signori, fanciulli e fanciulline> gridò, battendo a terra il bastone sul quale si appoggiava, richiamando l’attenzione dei cittadini <Accorrete numerosi, venite a scoprire la sorprendente collezione di George Pickingill: bizzarrie, stranezze, mirabilia di ogni tipo! Avvicinatevi, guardate voi stessi, verificate con i vostri occhi!>. 
E così, come accadeva di consueto dinanzi a quell’irresistibile richiamo, una piccola folla di curiosi si riunì attorno al vecchio lord inglese: donne dall’austera cuffia di stoffa chiara si distinguevano da signore benestanti con un cappello a falda larghissima, ornate di piume sgargianti e ampie crinoline decorate; ricchi ed eleganti uomini in frac e cilindro spiccavano tra semplici lavoratori di passaggio, mentre esuberanti ragazzini si facevano largo tra le gambe degli adulti per assicurarsi un posto in prima fila, nel tentativo di osservare più da vicino gli oggetti che Pickingill esponeva uno dopo l’altro al pubblico. Tra i tanti volti sorpresi dinanzi a manufatti singolari e perlopiù insoliti, uno in particolare spiccò tra tutti. L’anziano collezionista notò infatti un giovane garzone dai capelli scarmigliati intento ad osservare uno dei suoi antichi contenitori in legno intarsiato, perso tra chissà quali pensieri mentre si mordeva distratto le labbra, con lo sguardo fisso nel vuoto: intuendo che un’ovvia timidezza gli avrebbe impedito di profferire parola, l’uomo si fece avanti per primo.
<Noto con piacere che qui abbiamo un intenditore> esclamò Pickingill, raccogliendo il cofanetto e guardando dritto in direzione del giovane, che subitamente avvampò sentendosi al centro dell’attenzione.
 <Ebbene sì, hai proprio scovato un oggetto davvero speciale, ragazzo mio. Questo è uno scrigno leggendario, anche se non si direbbe: si narra che al suo interno si nasconda un elisir in grado di realizzare qualsiasi sogno, e che l’unico che sia riuscito ad aprire questo lucchetto rugginoso l’abbia fatto con il solo ausilio di una pagliuzza d’erba essiccata> raccontò solennemente il vecchio lord, allungando le ossute braccia per porgere la scatola al giovane di fronte a lui.
<Tu, o qualcuno tra voi, vorrebbe cimentarsi nell’impresa?> domandò, ammiccando paternamente e togliendo dal taschino uno stelo di fieno ormai secco. Il ragazzo non se lo fece ripetere due volte: afferrò di buon grado quel minuto contenitore ligneo e, stringendo la pagliuzza rinsecchita, tentò con impegno di scassinare la serratura. Il brusio attorno a lui crebbe con il passare dei minuti, e ben presto altri volontari si palesarono tra il vociare di un pubblico sempre più intrigato dalla prova: l’insolito oggetto passò ripetutamente di mano in mano, ma nessuno riuscì tuttavia ad aprirlo. Pickingill osservò in disparte la moltitudine di reazioni dipinte sul volto della gente: rabbia, sfinimento, delusione e incredulità. Infine si fece restituire il cofanetto e ancora una volta ricercò l’attenzione dei suoi spettatori.
<Vi prego, vi prego, calmatevi ora> soggiunse il collezionista, tentando di placare gli animi <Lasciate ora che ci provi anche io>. I presenti lo osservarono mentre frugò in una cassa vicino al bancone: ne estrasse poco dopo una resistente tenaglia da fabbro con la quale, in una manciata di istanti e con una facilità disarmante, ruppe il lucchetto dello scrigno dei sogni. Improvvisamente tutti cessarono di parlare, sconcertati dal gesto dell’anziano signore e ansiosi al contempo di vedere cosa effettivamente si nascondeva all’interno del contenitore: quando Pickingill lo aprì e i presenti si resero conto che era completamente vuoto, molti si abbandonarono allo sconforto.
<Ci ha ingannati!> sentenziò qualcuno dal fondo del gruppo <Ci ha fatto perdere tempo con un tesoro inesistente, facendoci credere che quella pagliuzza essiccata fosse il solo modo per portarlo alla luce: tutti avremmo potuto usare uno strumento qualsiasi per forzare la serratura!>
Lord Pickingill allora sorrise.
<Eppure nessuno di voi ci ha pensato. Credete che io vi abbia truffati, ma in realtà questa scatola apparentemente vuota vi ha arricchito più di quanto a voi sembri: se proverete a riflettere, capirete che oggi qui dentro avete trovato una fortuna ben più grande di un semplice elisir> spiegò con voce mansueta il vecchio collezionista, mentre il mormorio tra la folla non accennava a diminuire.
<Scommetto infatti che più della metà di coloro che hanno provato ad aprire questo scrigno si è sentito incapace, in collera con se stesso per non essere stato in grado di fare ciò che qualcuno è riuscito a realizzare con un misero filo di paglia. Oh sì, mi è parso di poter leggere sui vostri volti: ‘Se c’è anche una sola persona che ce l’ha fatta, perché io invece non devo riuscirci?’. Avete inconsciamente pensato che se quel lucchetto era stato una volta aperto tramite una pagliuzza, nient’altro sarebbe stato altrettanto efficace: ma io vi ho dimostrato che quella non era l’unica soluzione possibile. Forse non avete avuto il successo di quella persona semplicemente perché voi non siete, né sarete mai, quella persona.>
L’uomo cessò un istante di parlare, giusto il tempo necessario per girarsi e appoggiare lo scrigno sulla tavola dietro a lui. Poi si rivolse ai presenti e allargò le braccia, sollevando le esili spalle.
<Vedete, lo stesso accade con i sogni. Volevate il segreto per avverare i vostri desideri, ed eccolo qui: quante volte avete tentato di realizzare allo stesso modo di qualcuno il vostro sogno, convinti che quello fosse il solo modo di farlo, e invece di ottenere anche voi una vittoria ne siete usciti apparentemente sconfitti? Non concretizzare delle aspettative può essere frustrante, quando vedete che tante persone attorno a voi ci riescono: ma questo accade perché la gente si obbliga a credere che esista un unico modo per raggiungere un unico sogno. E quando quel tentativo non riesce, si cede alla tristezza e all’insoddisfazione. Ma la verità è che, come tanti di voi hanno lo stesso nome ma vivono ogni giorno una vita totalmente differente, anche i desideri e le ambizioni possono avere appellativi simili ma destini completamente diversi: ciascun sogno ha un’anima unica al mondo che richiede di essere ascoltata, con i suoi tempi e le sue necessità, uguali a quelle di nessuno; un sogno deve crescere nel modo in cui è nato, col destino che gli è stato assegnato. Il vostro compito non è quello di arrivare alla stessa meta attraverso lo stesso sentiero, ma è quello di trovare la vostra personale via verso la felicità: voi siete il vostro sogno, nessuno potrà mai essere come voi e nessuno potrà possedere le vostre stesse aspirazioni. E se talvolta vi sembrerà di fallire, allontanate subito da voi quel pensiero: se un desiderio pare infrangersi non lo fa per dirvi che tutto è finito, ma lo fa per mostrarvi che state orientando gli sforzi nella direzione sbagliata, incoraggiandovi solo a trovare il modo giusto perché possa tramutarsi in realtà>.
Pickingill terminò il suo discorso con un profondo ed elegante inchino, riportando sul capo canuto il cilindro che fino a quel momento aveva mantenuto all’altezza del petto. Con il congedo della luce, anche il suo spettacolo era evidentemente giunto alla fine. L’anziano signore aveva stupito ancora una volta il suo pubblico, che dopo qualche istante di silenzio aveva iniziato a battere fragorosamente le mani: tra le innumerevoli rarità che andava collezionando, egli riservava specialmente un posto d’onore all’affetto che la gente gli andava di volta in volta dimostrando. E, tra gli innumerevoli misteri e le incredibili leggende che soleva raccontare, di certo qualcosa di stupefacente lo aveva davvero compiuto: quella sera aveva alimentato la speranza di chi ancora poteva capire quanto fosse importante sognare. Ma anche cadere, nel tentativo di farlo.

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(English version)

The last drops of rain announced the end of an heavy storm by hitting the ground with a quiet, ticking sound. The bright light of dusk broke through the black clouds like a golden sword through the darkness, and lit up the humid mist hovering among the streets of Covent Garden. Still, it was hard to clearly perceive the wide Victorian windows and the colonnades of the many houses through that thick curtain of fog, which a dense ghostly smoke coming out of some old chimneys made even thicker. In this pale calm after the storm, groups of children were merrily jumping into some large ponds along the sidewalks in the last rays of light of a vanishing summer - a season that in London was always leaving too soon. The sound of lively children’s laughter mixed with the placid conversations of some elegantly dressed men, while rapid horses were leading carriages or helping tired farmers carry heavy sacks of hay.
Some women bearing heavy baskets full of bread and vegetables were hurrying along to get home as soon as possible, gently lifting their long, wide skirts in the attempt of keeping their hemlines from the fallen rain – although they were already wet through. Meanwhile, some retailers on the streets were using long wooden sticks to unburden the dripping curtains above their stalls from some rainwater weighing on them.
From the front seat of his carriage, Lord Pickingill was watching the long shadows created by their movements and cast onto the road pebbles. He was amused. Those shadows looked curiously alike the clumsy, awkward puppets he was used to carrying across the shires of England and to bringing to life during his popular puppet shows.  While the wide wooden wheels of his carriage were leaving their wet mark onto the wet surface of the pebble road, the old man snapped the reins to make his reddish brown horse keep trotting. He felt as if he could lose himself into that sunset, whose melancholic colors reminded him of the mood of a poéte maudit.
His lively, fair eyes, surrounded by light lines, looked like windows wide open to the many beauties of the world. He was used to noticing those tiny details most people couldn’t perceive, and felt particularly satisfied when he could make those people finally notice what they could not see in the first place. In spite of his old age, in fact, Pickingill was young at heart, and was as lively as the autumn wind. His carriage was jolting on the bumpy, shiny dark pebble road, which some rays of light made seem covered with pitch, when Lord Pickingill reached the main square. Eager to show his collection of unusual, mysterious objects to an astonished crowd, he firmly pulled the reins to make his horse stop. The wheels of his carriage made a strident, creaking sound, and Lord Pickingill slowly got off in search for someone to amaze with incredible illusions and tales. After taking off his long, grey coat, he tied his tired horse to a marble column and pulled a small table out of the covered back of the carriage, as well as some large jute sacks roughly closed by some worn-out ropes. He patiently and carefully organised his stall so that everything looked perfect. As if wanting to create a small, itinerant museum, Lord Pickingill arranged his goods on the worn-out ivory-coloured tablecloth covering the table: there was a large amount of books, rare prints, corals, jewels, filagrees. Ancient coins, amazing archaeological finds, vases, urns, leaves and precious stones collections completed that amazing display, which reminded of one of those Wunderkammer so popular back in those times. When the old man was finally satisfied with his work, he cleared his throat and started inviting people to come and visit his tiny museum.
<Ladies and gentlemen, boys and girls > cried Lord Pickingill at the top of his lungs, tapping the stick he used to lean on onto the ground. <Please come along! Come and visit George Pickingill’s amazing collection of wonders and oddities of any type! Come close and see everything with your own eyes!”>
A small curious crowd soon gathered around Pickingill’s stall. Some women wearing plain light-coloured bonnets stood in the crowd together with wealthy women wearing large, wide, long skirts and wide-brimmed hats on their heads, decorated with gaudy-coloured feathers. Elegant men wearing their best evening dresses and dark stovepipe hats mingled with simple workers, while impatient children nudged their way through adults’ legs to see better.
One among the many amazed faces gathered there stood particularly out in the crowd. The old collector noticed a young shop boy with disheveled hair, observing one of his old inlaid wooden small chests. He looked as if he wanted to say something, but he was too shy to say a word, and stood there absently biting his lip. Lord Pickingill, then, said something first.
<I see we have someone with fine taste here> said the old man, picking the small chest up and staring at the boy, who suddenly blushed, feeling himself at the centre of people’s attention.
<Well, you really picked up a very special item, you know. This is a legendary chest, although it might not seem so. It is said to contain an elixir which could make any dream come true, and that its rusty lock was only opened once… with a dried-out blade of straw only.> As he was telling this, he stretched out his boney arms and handed him over the chest.
<Is there anyone among you who would like to try and open it, too?> asked the old man, while pulling out a dried blade of straw from his pocket. The young shop boy immediately accepted the challenge: he grabbed the chest and tried to force the padlock with the straw. As minutes passed, the crowd grew impatient. The boy couldn’t open it, and soon other people volunteered to try to unlock the chest. However, no one could. People looked angry, exhausted, disappointed or incredulous after their try.
<Please, please calm down now> said Lord Pickingill, trying to stop people from murmuring so impatiently.  <It’s my turn to try, too.> The audience looked at him curiously while he searched an old trunk for some strong pincers. He put the pincers around the lock and broke it, easily and effortlessly. The crowd suddenly stopped talking. People felt both disappointed for the old man’s success in opening the wooden chest, and curious to finally see what was hidden in it. But then, when he finally opened it, it was surprisingly empty.
<He cheated on us!> cried someone from the back of the crowd. <He made us think an extraordinary treasure was hidden in the chest, that the only way to open it was using the dried stray, but he lied! Not only is the chest empty, but he also opened it with pincers - something which anyone of us could do!>
<…and yet, no one thought about doing that.> said Pickingill, smiling.  <You all are thinking I have cheated on you, but what you actually found in this chest is worth more than any elixir, believe me.>  The old man was talking gently to the crowd, although people couldn’t stop murmuring out of disappointment. <I bet those who failed to open the chest felt angry and incompetent, because they couln’t do what someone managed to do with a simple dried blade of straw. “Why can’t I make it, when someone has already made it before me, and with such a simple tool?” –I could almost read this thought in your eyes. But the truth is, you didn’t think of any other way to succeed. You thought using a dried blade of straw was the most effective way to open the chest, just because I told you that it was once opened with such unusual tool. But actually, I have just shown you that it wasn’t the only way. You might not have been as successful as that someone who is said to have opened the chest just because you aren’t – and you’ll never be- ‘that’ someone.>
The man stopped talking to turn around and put the chest onto a small table behind him. Then, he started talking again to the audience.
<The same happens to your dreams, you know. You wanted the secret to make them come true, didn’t you? Here it is. How many times have you tried to make your wishes come true in the same way someone else did, convinced that that was the only possible way to reach your goal? And how many times have you failed in doing so? Not being able to fulfill the expectations you have towards yourself can be frustrating, especially when people around you seem to find it very easy to be successful. But this happens only because people often believe dreams can be pursued and made true by following a single, precise path. But actually, things are very different. Dreams might look similar, but, in spite of this, they need to be fulfilled in different ways – just like people bearing the same name often lead very different lives. Not two dreams are alike. Each of them needs to grow stronger and become true at its own pace, following its own destiny. And your task, my friends, isn’t to reach your goal by following the same path other people chose before you, but to find your own path to happiness. No one could ever be like you. No one could ever have your own dreams. And if you happen to fail when pursuing your happiness, don’t think it’s over. You might be simply following the wrong path, and failure is only there to remind you that you just still have to find the right way to make your dreams come true.>
Pickingill bowed, put his stovepipe hat back onto his white-haired head, and ended his speech. The sun was setting, the day was coming to an end, and so was the old man’s show. Lord Pickingill’s audience, amazed by his wise words, started to clap their hands. To him, such signs of affection were worth more than any of his wonders, and he included them among his rarest possessions in his heart. That night, he did accomplish something amazing, which was worth his audience’s appreciation: he gave hope to everyone who still knew how important it was to dream on. But even to fail, too, in the attempt of doing it.







L'elisir di Lord Pickingill
Monkey 47 Hot Coffee con latte di mandorla, succo di melograno e caramello al liquore di castagne
Dosi per 4 persone
(senza lattosio)

 Per il caffè al gin, mandorla e melograno

100 ml di caffè espresso forte
100 ml di latte di mandorla
50 ml di succo di melograno
30 ml di Gin Monkey 47
2 cucchiaini di zucchero integrale di canna

Per il caramello al liquore di castagne

170 ml di panna liquida senza lattosio
80 g di zucchero di canna
40 g di zucchero semolato
25 ml di acqua
2 g di burro senza lattosio
1 cucchiaino di miele di acacia
1 pizzico di sale

Panna da montare senza lattosio q.b.
Caramello al liquore di castagne q.b.
Chicchi di melograno fresco q.b.

Preparate per prima cosa il caramello. Mettete in un pentolino a fondo spesso e antiaderente lo zucchero di canna, lo zucchero semolato, il miele e l’acqua. Accendete il fuoco e lasciate sciogliere lo zucchero senza mescolarlo, rigirando ogni tanto delicatamente il pentolino. Quando il caramello avrà assunto un bel colore ambrato, spegnete il fuoco. Intiepidite a parte la panna e il liquore di castagne e aggiungeteli al caramello caldo lentamente, mescolando, facendo attenzione a non scottarvi.
Riportate il composto sul fuoco e cuocete un paio di minuti, sempre mescolando. Non lasciate addensare troppo il caramello, dato che tenderà a diventare più compatto raffreddandosi. Spegnete il fuoco e a questo punto aggiungete un pizzico di sale e il burro. Riponete il caramello in un vasetto sterilizzato e lasciate raffreddare.

Scaldate in un pentolino il latte di mandorla con il succo di melograno. Preparate del caffè forte, aggiungete lo zucchero. Unite i due composti aggiungendo il gin. Sul fondo di una tazzina mettete un cucchiaio di caramello e versate la bevanda lentamente. Aggiungete la panna montata, decorandola a piacere con chicchi di melograno e salsa al caramello.


(English recipe)

Lord Pickingill's elisir
Monkey 47 Hot Coffee with almond milk, pomegranade juice and chestnut liqueur flavoured caramel 
Ingredients for 4
(Lactose free)

For the hot coffee with gin, almond and pomegranate

100 ml of strong espresso
100 ml of almond milk
50 ml of pomegranate juice
30 ml of Monkey 47 Gin
2 teaspoons of whole cane sugar

For the chestnut liqueur flavoured caramel 

170 ml lactose-free cream
80 g of cane sugar
40 g of white sugar
25 ml of water
2 g lactose-free butter
1 teaspoon of acacia honey
1 pinch of salt

Whipped cream without lactose (to taste)
Chestnut liqueur caramel sauce (to taste)
Fresh pomegranate grains (to taste)


First of all prepare the flavoured caramel. Put the sugars in a non-stick pan, together with honey and water. Turn on the fire and let the sugar dissolve without stirring. When the caramel will assume a beautiful amber color, turn off the flame. Warm separately the cream and the chestnut liqueur and add it to the hot caramel, stirring slowly, paying attention not to burn yourself. Place the pan again on the fire, mixing for about two minutes. Don’t let thicken the caramel too much, because it will become more compact by cooling down. Turn off the fire and, at this point, add a pinch of salt and the butter. Place the caramel in a sterilized jar and allow it to cool.

Heat the almond milk in a pot, with the pomegranate juice. Make a strong espresso, add the sugar. Combine the two compounds by adding gin. Place a spoon of flavoured caramel at the bottom of a coffee cup, and pour slowly the hot alcoholic coffee. Feel free to decorate the coffee with whipped cream, fresh pomegranate grains and other flavoured caramel.


...Niente è un fallimento, se si tratta di sogni. Non fate mai paragoni, non percorrete sentieri altrui. Credete solo in voi stessi e nel vostro cammino, anche quando cadendo vi sembrerà di dover ricominciare da capo.
<Voi siete il vostro sogno>, non dimenticatelo mai.
E ora, tocca anche a te: come cercherai di aprire lo scrigno antico di Lord Pickingill?

Nel mio silenzio, l'unico che parla di molte cose, vi abbraccio con affetto. 


27 commenti:

  1. Beautiful clicks, Ely. And I bet it tastes as wonderful as it looks!

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    1. Thanks my dear, dear friend! You're always so kind and sweet!! <3

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  2. mai perdersi d'animo cara Ely, hai ragione a dire che noi siamo il nostro sogno! Iniziare la giornata con le tue parole è il modo migliore , grazie.... Ci vorrebbe un bel caminetto acceso per poter gustare il tuo elisir, è corroborante....Ti abbraccio forte mia cara,Buona giornata

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    1. Chiaretta bella.. grazie a te! E non sai quanto mi piacerebbe poter avere un bel caminetto, accenderlo e averti accanto in quel tepore dolce come la tua amicizia. <3 Un caffè con te sarebbe di certo uno dei regali più belli che potrei mai ricevere. Ti voglio bene!

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  3. Che bontà, mi commuovo...Ely, sei sempre super. Un bacio

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    1. Bella sei. <3 Mille baci a te.. e resta sempre così profonda come sei. Un abbraccio stretto :)

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  4. Que preciosidad nos pones hoy.
    Que bien!!!! volver a verte :-))))
    Un saludito

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    1. Querida amiga, gracias.. eres siempre asì preciosa para mi! Un beso grande y un abrazo con todo mi corazon! ^_^ <3

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  5. Mi piace perdermi nella lettura dei tuoi racconti cosi miglioro anche l'inglese, da sogno la ricetta

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    1. Amico carissimo! Sei troppo gentile, davvero! <3 Terrò da parte per te un po' di questo caffè, con tanto affetto! :)

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  6. voi siete il vostro sogno,mi piace,va scritto a lettere cubitali sulle pareti del mondo,questa me la porto a scuola e la dico ai ragazzi,una goduria che accompagna un'altra goduria da bere,favolosa la tua tazza golosa e anche bella da vedere, da gustare e infine pulire con le dita il bicchierino,un abbraccio

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    1. Paoletta, sei una stella. <3 E che onore queste tue parole, credimi. Io ti aspetto, eh? Che gioia sarebbe averti qui con me!!! ^_^ Ti abbraccio anche io con tanto bene!!

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  7. ....e forse sarà così, sicuramente sarà così.... Ma come fa male quell'insuccesso tesoro, proprio quando ci credevi così tanto.... Ma hai sempre ragione quando dici che ognuno è unico così come i propri sogni...
    Proprio oggi un piccolo riconoscimento a tanti miei sforzi e tanto lavoro, un piccolissimo successo e spero il primo di tanti...
    E mi piace pensare di stare lì con te a festeggiare questa mia piccola vittoria, insieme a gustarci questa tua golosa meraviglia!!
    Grazie tesoro perché queste tue parole sono per me più di quanto tu possa pensare. E mi fanno bene ❤

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    1. Non sai quanto capisco le tue parole, le provo nel profondo. Amica mia, è così vedrai. Purtroppo fa malissimo cadere sempre, nonostante gli sforzi immensi che si facciano.. ma il tuo sogno, quando è grande, sa come parlarti per aiutarti a far sì che un domani tutto cambi. Io voglio pensarla così. Non abbandonarlo.. e proprio quella bellissima soddisfazione che hai avuto oggi è un suo sussurro, per dirti: 'Ce la puoi fare! E' il tuo cammino!' ^____^ Tu hai tutte le qualità per brillare in un mondo difficile. Io credo in te! TVTTB

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  8. Un sogno se c'è,va conquistato "a nostro modo"!C'È poco da fare,affannarsi ad imitare gli altri,sarebbe ancora più frustrante del non realizzarlo quel sogno.Ci potremmo mettere un po' di più o forse non raggiungerlo mai,ma guai a paragonarsi agli altri,sentendoci delle fallite.Forse inizio ad accontentarmi facilmente, sarà sbagliato?Non mi accontento invece di non avere qui quella tazza,colma di un sogno fatto di caramello, caffè e panna?
    Sogno o son desta?
    Ely noi siamo i nostri sogni,vero tesoro?Quando me lo spieghi tu,io ci credo😘😘

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    1. Certo angioletto mio!! <3 Noi siamo i nostri sogni e tu.. beh, tu sei un sogno a prescindere: un sogno di amica, un sogno di donna, un sogno di anima! Sei un mare cristallino di energia e di sole. 'A nostro modo' ce la faremo sempre... senza mai arrenderci al destino, alle brutte giornate o a chi non sa capire. Quanto ci vorrà? Che importa, se alla fine saremo felici. <3 TVTTTTB stellina.. viè qua, stu cafè aspett a tte!! :D

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  9. Ely un elisir a dir poco sublime! Complimenti per la bellissima presentazione... dolcissima ti abbraccio forte 💙😘

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  10. Riesci sempre a rapirmi e affascinarmi con i tuoi racconti. Che poi hanno sempre una morale condivisibile. Certo, non sempre è così scontato ma quanto è vero quello che hai scritto. Siamo unici, così come i nostri sogni. Il mio sogno non può essere uguale al tuo, anche se simile. Il mio bel angioletto. ♥ Di questo bicchiere goloso ti dico che già, mentre leggevo ingredienti e procedimento, mi leccavo le labbra, pensando alla sua golosità. Magari io ometterei il liquore, visto che non lo reggo proprio ma quel caramello .... Brava tesoro, un bacione grande

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  11. In un libro che ho letto recentemente si parlava che nella vita, una cosa fondamentale è "imparare a cadere" e che solo grazie ai propri fallimenti si potrà davvero apprezzare la realizzazione di un sogno!
    Mai smettere di sognare, mai e poi mai! ad esempio io chiudo gli occhi e mi immagino insieme a te davanti ad un fuoco scoppiettante con questa deliziosa bevanda tra le mani a sorriderci complici e condividere i propri sogni :-) Un abbraccio dolcissima amica del bosco <3

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  12. Sempre un grande piacere venirti a trovare, questo caffè a un autentica golosità non vedo l'ora di provarlo ha tutti ingredienti che mi piacciono moltissimo mai pensato di trasformali cosi

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  13. Caspita che goloso questo caffè anche per me che non ne bevo, ma a questo non sapreo proprio rinuciare :D Ed il racconto...che dire? In questo periodo non riesco a capire cosa devo e posso fare lavorativamente parlando, tu con le tue parole riesci a confortarmi ed a farmi capire che forse la direzione intrapresa con i corsi di cucina e pasticceria che sto seguendo, non è poi sbagliata, chissà! un abbraccione ed un bacione cara!

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  14. Mai smettere di sognare! Sono molto golosa di caffè e questo tuo elisir è strepitoso
    Bacioni Alessandra

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  15. che meraviglioso racconto e che foto splendide! le tue parole sono uno scorcio di speranza in un periodo buio :(
    ti abbraccio forte
    Alice

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  16. Dovremmo trovare più spesso sulla nostra strada il saggio Lord Pickingill. Troppo spesso ci dimentichiamo di essere unici e speciali.

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  17. i sogni sono indispensabili. Fanno parte dell'Uomo stesso. Sono anche convinta che, prima o poi, qualcuno riusciremo a realizzarlo. Di certo realizzerò , al piu' presto , questa meravigliosa ricette!! tvbttt mia dolce Ely!!

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  18. Quanto è piacevole questo caffè, mi piacerebbe averne alcuni.
    Saluti.

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  19. Un sogno questo caffè, davvero spettacolare, complimenti per la ricetta e per l'esposizione...regali, insieme alle tue meravigliose ricette, attimi di speranza e di luce...sei proprio un dono e sono felicissima di aver l'occasione di scambiare qualche parola virtuale con te...sei una persona rara ti abbraccio!!

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