venerdì 5 gennaio 2018

Un brindisi per te / Here's to you

In inverno si può udire un silenzio meraviglioso, un silenzio che sa fare rumore senza farne affatto. E’ il dialogo muto della neve con la terra, quando i suoi fiocchi coprono lievi ogni cosa con la delicatezza di piccole e gelide mani poggiate sulle labbra del mondo, perché non profferiscano parola. E’ un silenzio sacro, che costringe all’attesa e ci induce all’ascolto di ciò che nascondiamo dentro. Di parole se ne usano sempre troppe, tutti i giorni, specialmente in determinati periodi dell’anno. Ciò non significa che non siano apprezzabili o belle, tutt’altro: eppure credo che, proprio in queste feste, si debba pensare al senso che un dono possiede. Perché anche le parole si possono donare. E come avviene per un gradito dono, spesso non è la carta ad impressionare – per quanto la cura nell’avvolgerlo sia sintomo di gentilezza -  ma il suo contenuto.
Quando ci si accinge a scegliere un regalo autentico lo si fa con la voglia di amare, con la voglia di stupire, di rendere felice qualcuno; lo si fa con una sorta di cura per l’anima che pensiamo intensamente: lo si dovrebbe fare, soprattutto, non perché durante le feste ci si scambiano solitamente regali, ma perché da gioia farlo. Profondamente. Così, altrettanto intensamente resto qui in questo silenzio che di me dice ogni cosa, in un istante in cui nulla si sente e tutto è percepibile, per raccogliere con dolcezza le parole più vere che dormono in fondo al cuore: parole dette con le labbra socchiuse, parole mute fatte di neve e di fredde carezze sulle labbra. Parole che accendono caldi bagliori sotto una coltre di ghiaccio, mentre tutto dorme e sogna già la primavera.

<Un brindisi ad una fine, un brindisi ad un inizio. Ma solo perché non c’è fine e nemmeno inizio. Esiste solo un divenire, in cui niente inizia se qualcosa non finisce e niente finisce se non è mai incominciato. Abbi il coraggio di provare, di sbagliare e di cambiare: finirai forse per piangere, ma  di certo troverai anche la chiave per sorridere.
Un brindisi a tutte le cose belle che verranno quando capirai che nella vita dovrai correre: quando accetterai che correndo si può cadere, imparerai a vivere solo quando troverai la volontà per rimetterti in piedi.
Un brindisi per te, non per quello che domani speri ardentemente di essere, ma perché tu ti accorga di ciò che splendidamente già sei. Perché tu capisca che desiderare di diventare qualcun altro significa talvolta rinnegare te stesso come se non fossi un essere abbastanza meritevole o importante. Prova a bastarti, prova ad amarti, prova a conoscerti. E comprenderai che quello che vuoi diventare non sarà mai entusiasmante quanto quello che sei sempre stato, ma che hai sempre messo in un angolo solo perché è diverso da tutto ciò che puoi trovare nel mondo: nella vita tutti possono diventare qualcun altro, ma pochi riescono a diventare se stessi.
Un brindisi per la tua felicità, perché se ancora non sei felice non è perché per te la gioia non esiste.
Ti sarai detto milioni di volte che domani andrà meglio, che un giorno sarà tutto diverso. E ti lasci sfuggire dalle dita quel giorno rimandando sempre a domani. Non sei felice forse perché cerchi la tua felicità in un tempo che ancora non c’è: devi cercarla dove davvero si nasconde, nell’oggi, tra le pieghe del tuo cuore troppo deluso per vederla. Per cercare qualcosa devi avere ben chiaro cosa vuoi trovare. Per conquistare la felicità devi prima sapere cosa sia la felicità: non scambiarla per potere, per rivalsa; non scambiarla per ricchezza o prestigio. Non confonderla con la popolarità: domani potrai avere successo o potrai continuare a desiderarlo; potrai essere sulla bocca di tutti o non sarai su quella di nessuno. Potrai desiderare un motivo per sorridere, con tutto te stesso, ed essere infelice perché non ne troverai. La verità è che per essere felici non c’è bisogno di un motivo.
Ma quando sentirai di essere felice con niente, vuol dire avrai tutto per conoscere la gioia.>




Auguri, auguri dal mio piccolo bosco per un 2018 meraviglioso. Alzo idealmente il mio calice, per donarvi un brindisi cremoso, profumato di rosmarino e di agrumi. Lo sollevo per avvolgervi in un abbraccio dolce come il cioccolato bianco e frizzante come un dorato spumante. Per voi la ricetta di una speciale panna cotta, che troverete tra le pagine del n. 28 di Taste&More. Forse vi sarà utile ogni volta che vorrete celebrare qualcosa, ed io spero che quest’anno potrete trovare gioia nel festeggiare soprattutto voi stesse: nei successi e nelle sconfitte, non importa. Non ci sarà un attimo in cui non lo starete comunque meritando.

Un pensiero infine lo rivolgo a voi, amiche di Taste, perché ogni fine è solo un pretesto per accogliere un nuovo, stupendo inizio. 



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[ENG]

You can hear a wonderful silence in winter. A silence bearing a thousand words, without ever uttering any. It's a silent dialogue between the snow and the soil it falls onto. Everything touched by snow is gently made fall quiet, as if its icy little fingers were keeping the world's lips shut, inviting them not to say a word. It's a sacred silence, allowing us to wait and to listen to the feelings we hide inside our souls. We use way too many words, especially in specific times of the year, without thinking about their actual meaning. We should instead consider them as precious gifts to give to other people, especially during these festivities. If we did so, people would be really struck by the meaning of the words they hear - as it happens with actual presents, whose worth lies more in the content rather than in the paper they're wrapped in. When buying presents, our will to send our love to other people, to amaze our dear ones and to make them happy should be the only feeling influencing our choices. Actually, we should buy presents because it makes us happy - extremely happy - in the first place, and not because we are used to doing so in this time of the year. So I sit here in silence, to listen to the truest words coming out from the dephts of my heart - words gently whispered out of my soul, words made of snow - and turn them into gifts for other people. In this silence, which can tell more about myself than anything else could do, those very words have the power to light up winter's thick ice, while everything else is sleeping and is already waiting for spring to come.

<Here’s to an end, here’s to a beginning. But actually, there’s no end, and there’s no beginning. We all live in an endless becoming in which things continuously come to life and die, and in which it takes an end for you to start again with a new beginning. Be brave enough to try, to make mistakes, to change your mind: you might even end up crying, but certainly you’ll find the way to smile again as well.
Here’s to all the good things that will come, when you’ll understand that in life you’ll have to run. When you’ll accept that if you can run you can fall, you’ll learn how to live only when you’ll find the strength to get back on your feet. Taking action often means making mistakes, as running often implies the risk of falling. But learning how to fall is accepting to live your life at the fullest, because it’s learning how to rise again as well.
Here’s to you, for the wonderful person you already are, and not for the person you desperately want to be one day.  Wishing to be someone else sometimes means not being aware of your worth and importance. Try to love yourself more, to deserve the uniqueness of who you are. And you’ll understand that becoming someone else isn’t actually as exciting as you expected it to be. Never change to fit in, to conform to the world’s standards only because you have always put yourself in a corner - just because you are different from everything you can find in the world. Remember that in life everyone can become someone else, but few can really become themselves.
 Here’s to your happiness, because if you're still not happy it's not because there's no joy for you. You'll be told a million times that tomorrow will be better, that one day everything will be different. So you let slip through your fingers that day, always postponing to tomorrow. Perhaps you are not happy because you are looking for your happiness in a time that doesn’t exist yet. You need to look for happiness in the right place – that is, in your present, although your heart it might be still hurting because of the disillusionment you have experienced so far.
To find something you also need to know exactly what you’re looking for. To get happiness you must first know what happiness is. Don’t mistake happiness for power, for wealth, revenge, or consideration. And above all, don’t mistake it for fame: success and popularity come and go, and in the near future you might equally be famous or little known, happy or sad. Maybe in the future you’ll want a reason to smile, but you’ll can be unhappy because you’ll not find it. The actual truth is that you don’t need a reason to be happy. And when you will realize that you can be happy without anything, it means that you will have everything to feel joy.>

Best wishes from my little bramble, for a wonderful 2018.

Panna cotta with white chocolate, rosemary and bergamot sparkling wine jelly
(recipe also without lactose)

400 ml of lactose-free cream (alternatively, vegetable cream)
150 ml of Brut sparkling wine
120 ml of rice milk
100 ml of water
100 g of white chocolate (for lactose-free version, soy white chocolate)
45 g of whole cane sugar
15 g of jelly sheets
1 tablespoon of well-washed fresh rosemary
1 fresh bergamot
1 teaspoon of grated bergamot peel
1 egg white pasteurized
Zest of bergamot grated to taste
Coarsely chopped white chocolate (or soy white chocolate) to taste
Fresh rosemary to taste
Whole cane sugar to taste


Remove from the sprigs of rosemary a quantity of leaves equal to a cooking spoon, wash and dry them well. Chop and crush them coarsely with the bottom of a glass to release their aroma. Put them in a large saucepan with the lactose-free cream, the rice milk and 30g of whole cane sugar taken from the total. Separately, soak 10g of jelly sheets in very cold water and wait for it to soften. In the meantime, chop 100g of white chocolate into small pieces, with the help of a knife. Cook the content of the saucepan over moderate heat, taking care not to exceed the temperature of 60 ° C. Turn off the heat and add the chopped white chocolate, stirring until the chocolate will be completely melted. Add the soaked gelatine and stir. Strain the mixture and set aside to cool. Then prepare the gelatine. Put in a small pot the sparkling wine, the water, the remaining 15 g of brown sugar and a teaspoon of grated zest of bergamot. Soak the remaining 5g of jelly sheets in cold water. Heat the sparkling wine until it is almost boiling, hen turn off the heat and add the jelly, stirring until it is dissolved. Filter and let it cool. In a fairly large plate pour the pasteurized albumen and in another a quantity of cane sugar. Take four cocktail glasses and pass their edge first into the egg white and then into the sugar, in order to decorate them. Put them in the fridge for 10 minutes then pour inside a bit of the white chocolate panna cotta. So put glasses in the freezer for about 15 minutes in order to make the content a little bit thicker. Then add a layer of sparkling wine jelly, slowly and with a spoon, to ensure that it remains separate from the panna cotta below. Put the glasses back in the freezer and wait another 15 minutes. Finally pour the last layer of white chocolate panna cotta on top and place the glasses in the refrigerator for at least 4/5 hours. After the waiting time, decorate the glasses to taste with other grated zest of bergamot, coarsely chopped white chocolate, tufts of rosemary and slices of fresh bergamot.


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[FR]

.... Je ne pourrais pas commencer l'année sans vœux spéciaux rien que pour toi, chère Fabienne. Même si je ne connais pas le français, avec un peu d'aide technologique et avec quelques suggestions de ma petite sœur, je vais essayer de faire de mon mieux. Un câlin et à bientôt!

En hiver, vous pouvez entendre un merveilleux silence, un silence qui peut faire du bruit sans le faire du tout. C'est le dialogue silencieux de la neige avec la terre, quand ses flocons couvrent tout avec la délicatesse des mains petites et froides reposant sur les lèvres du monde, afin qu'il ne prononce pas un mot. C'est un silence sacré, qui nous oblige à attendre et nous conduit à écouter ce que nous cachons à l'intérieur. Des mots il y en a toujours trop, surtout à certaines périodes de l'année. Cela ne signifie pas qu'ils ne sont pas appréciables ou beaux, bien au contraire: pourtant je crois que, précisément dans ces vacances, il faut penser à la signification d'un cadeau. Parce que même les mots peuvent être donnés. Et comme il arrive pour un cadeau agréable, ce n'est souvent pas le papier cadeau qui impressionne - même si le soin de l'envelopper est un symptôme de gentillesse - mais c'est son contenu. Lorsque vous êtes sur le point de choisir un vrai caveau tu le fais avec le désir d'aimer, avec le désir d'étonner, de rendre quelqu'un heureux; avec une sorte de soin pour l'âme que nous pensons intensément: cela devrait être fait, surtout, pas parce que pendant les vacances nous échangeons habituellement des cadeaux, mais parce que c'est une joie de le faire. Profondément. Donc, tout aussi intensément je reste ici dans ce silence qui dit tout de moi, dans un moment où rien n'est entendu et tout est perceptible, pour recueillir les mots doucement plus vraies qui dors au fond de mon coeur: mots prononcés avec des lèvres à moitié fermées, mots muets faits de neige et de caresses froides sur les lèvres. Des mots qui s'allument sous une nappe de glace, alors que tout est en train de dormer et il est en train de rêver déjà le printemps.

<Un toast à une fin, un toast à un début. Mais en réalité, 'il n'y a pas de fin et pas de commencement. Il n'y a qu'un devenir, dans lequel rien peut commencer si quelque autre chose ne finit, et dans lequel rien peut finir s'il n'a jamais commencé. Ayez le courage d'essayer, de faire des erreurs et de changer: vous pouvez finir par pleurer, mais certainement vous trouverez également la clé pour sourire.
Un toast à toutes les belles choses qui viendront quand vous accepterez d'agire, même si vous risquez de faire des erreurs. C'est à dire que quand on court on doit accepter le risque de pouvoir tomber. Vous apprendrez à vivre seulement quand vous trouverez la volonté de vous remettre sur pieds.
Un toast pour vous, pour tout ce que vous êtes maintenant, et pas pour la personne que vous espérez devenir un jour. Vous êtes déjà splendids. Et le désir de devenir quelqu'un d'autre signifie parfois se priver de dignité et d'importance.Vous devez vous aimer, vous devez suffire a vos-mêmes. Et vous comprendrez que la personne que vous voulez devenir ne sera jamais aussi excitant que la personne que vous avez toujours été, mais que vous avez toujours mis de côté.
Vous ne devez jamais esperér être quelq'un different seulement pour vous conformer: tout le monde peut devenir quelqu'un d'autre, mais peu parviennent à devenir soi-même.
Un toast à votre bonheur, parce que si vous n'êtes pas heureux, ce n'est pas parce que la joie n'existe pas. . Peut-être que vous n'êtes pas heureux parce que vous cherchez votre bonheur dans un temps qui n'existe pas encore : vous devez le chercher où il est vraiment caché, dans le présent, entre les plis de votre coeur,  même s'il est trop déçu pour le voir tout de suite. Pour chercher quelque chose, vous devez savoir ce que vous voulez trouver. Pour conquérir le bonheur, vous devez d'abord savoir ce qu'est le bonheur: ne le prenez pas pour le pouvoir, ne le prenez pas pas pour la richesse ou le prestige. Ne le confondez pas avec la popularité. Demain, vous sera couronnée de succès, ou vous pourrez continuer à le désirer; vous pourrez être célèbres ou pas.Vous pourriez vouloir une raison de sourire,sans pouvoir avoir aucune. Personne ne peut savoir, ce qu'il va arriver.  La vérité est que vous n'avez pas besoin d'une raison en particulier  pour être heureux. Mais quand vous serez heureux avec rien, vous pourrez connaître la véritable joie>

Tous mes vœux pour une merveilleuse année 2018, de la part du mon petit bois.

Panna cotta au chocolat blanc et au romarin, avec gelée de vin mousseux à la bergamotte
(recette aussi sans lactose)

400 ml de crème liquide sans lactose (ou alternativement végétale)
150 ml de vin mousseux Brut
120 ml de lait de riz
100 ml d'eau
100 g de chocolat blanc (pour la version sans lactose utiliser celui du soja)
45 g de sucre de canne (ou un autre édulcorant au goût)
15 g de gelée en feuilles
1 cuillère à soupe de romarin frais bien lavé
1 bergamote fraîche
1 cuillère à café de zeste de bergamote râpé
1 pasteurisé blanc d'oeuf
Zest de bergamote râpé, au goût
Chocolat blanc haché grossièrement, au gout (pour la version sans lactose utiliser celui du soja)
Romarin frais, au goût
Sucre de canne, au goût

Enlever une quantité de feuilles des brins de romarin égal à une cuillère de cuisine, bien les laver et les sécher. Coupez-les en morceaux et les broyer grossièrement avec le fond d'un verre pour libérer leur arôme. Mettez-les dans une grande casserole avec la crème, le lait de riz et 30g de sucre de canne pris dans le total. Séparément, faites tremper 10 g de gélée en feuilles dans de l'eau très froide et attendez qu'elle se ramollisse. Pendant ce temps, hachez 100 g de chocolat blanc en petits morceaux, avec l'aide d'un couteau. Cuire le contenu de la casserole sur une flamme modérée, en prenant soin de ne pas dépasser la température de 60 ° C. Éteindre le feu et ajouter le chocolat blanc fraîchement haché, et mélangez jusqu'à ce que le chocolat soit fondu. Ajouter la gélatine trempée et remuer. Filtrer le mélange et laisser refroidir. Préparez la gélée de vin à ce stade: placez le vin mousseux, l'eau, les 15 g restants de sucre brun et une cuillère à café de zestes de bergamote râpés dans une casserole. Faire tremper 5g de la gélée en fouilles restante dans l'eau froide. Chauffer le vin mousseux presque à ébullition, éteignez le feu et ajouter la gélatine, en remuant jusqu'à ce qu'il ait fondu. Filtrer tout et laisser refroidir. Dans une assez grande assiette verser le blanc d'oeuf pasteurisé, et dans un autre une quantité au goût de sucre de canne. Prenez quatre verres à cocktail et passer leur bord premier dans l'albumen et ensuite dans le sucre, afin de les décorer. Mettez-les au réfrigérateur pendant 10 minutes puis versez un peu de panna cotta au chocolat blanc au fond de chaque verre. Mettre au congélateur pendant environ 15 minutes afin de le rendre un peu plus ferme. Ensuite, ajoutez une couche de gélatine au vin mousseux, lentement et avec une cuillère, pour s'assurer qu'il reste séparé de la panna cotta ci-dessous. Mettez les verres à nouveau dans le congélateur et attendez encore 15 minutes. Versez enfin la dernière couche de panna cotta au chocolat blanc sur le dessus et placer les verres dans le réfrigérateur pendant au moins 4/5 heures. Après le temps d'attente, décorer les verres avec d'autres zestes de bergamote râpés, du chocolat blanc haché grossièrement, des touffes de romarin et des tranches de bergamote fraîche.