lunedì 31 dicembre 2018

Felice 2019 / Happy new year 2019


[ITA]

<C’è un tempo in cui si viene al mondo e si impara a vedere spalancando gli occhi. Un tempo in cui si impara ad osservare col cuore. Infine, arriva un tempo nella vita in cui l’unico modo per vedere ancora è imparare a guardare con gli occhi chiusi.>

Quando l’inverno giunge nel mio bosco, ogni creatura tace. Ed io lascio che il gelo posi le sue dita anche sulle mie labbra, mentre respiro una candida anima di neve nel cuore di un bocciolo. Non c’è suono, non c’è rumore, ma qualcosa sussurra lieve che un altro anno è passato. Un cammino che sta per finire, un altro che sta per iniziare: l’ennesimo sonno prima di un nuovo risveglio; un torpore nascosto che prepara a ciò che verrà, seppure con la consapevolezza che in realtà niente può preparare a ciò che sarà, né che sarà davvero possibile conoscere come si rivelerà il domani.
Le stagioni sono nuovamente passate e c’è chi, dopo lunghi mesi, ha conosciuto finalmente cosa sia la felicità. C’è chi ha avuto le occasioni che sperava, chi invece ne ha solo aspettate molte. C’è chi si è dimenticato del proprio tempo, cadendo nell'illusione della vita altrui; c’è chi invece ha ripreso le redini di se stesso, deciso di puntare finalmente al sole. C’è chi ha potuto accogliere sul suo sentiero la gioia di una nascita, chi invece il dolore di una perdita. E quel vuoto, avvolto dal gelo dell’inverno, si è rivelato qualcosa di incolmabile: un vuoto che io stessa ho conosciuto e che pesa come una roccia su uno spirito di piume, impossibilitate a riprendere nuovamente il volo; una malinconia che spoglia ogni ramo del suo verde, seccando il legno con la sua aridità. Eppure non potreste mai dire che i fiori non esistono, solo perché sotto la neve li avete visti appassire e ora sono solo lontane memorie immaginate tra le fronde; non potreste mai dire di averli perduti finché ricorderete la loro bellezza, il loro colore, il loro profumo e il loro amore. Li avete visti, perciò li ricordate. E, ricordandoli, avete garantito loro l’immortalità. Quei fiori non smetteranno di esistere solamente perché non riuscite più a vederli come eravate soliti immaginarli. Vi basterà chiudere gli occhi per guardarli ancora, per capire che nemmeno l’inverno ve li ha negati: ciò che non vive più davanti ad occhi aperti, sta sorridendo dietro ad occhi chiusi. 
Così, questo è il mio augurio alla vigilia di un nuovo cammino: un augurio per i vostri occhi, un augurio per i vostri cuori; un augurio per il vostro domani, perché neanche le tempeste possano portarvi via il sereno. Possiate vedere il sentiero del domani attraverso occhi aperti sul mondo, laddove incontrerete sincerità e laddove invece non riuscirete a distinguere le cose buone da quelle cattive. Possiate allora discernere tra esse osservando attraverso il cuore. E infine, soprattutto, possiate imparare a vedere tenendo gli occhi chiusi, ritrovando finalmente accanto a voi ciò che pensavate di avere perduto: ciò che è ancora lì ad abbracciarvi, a proteggervi, a guidarvi. Ciò che ha solo cambiato forma ma non il nome del suo amore. Felice 2019 dunque, con tutto il mio silente e ombroso cuore.

... e a presto. Perché tra le foglie, quest'anno, qualcosa ha promesso a se stessa di rifiorire. 




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[ENG] 

<There comes a time when you are born and learn to see things with your own eyes, open wide in surprise; then, there comes a time when you learn to see with your heart. Finally, there comes a time when the only way to actually see things is by keeping your eyes closed.>

When winter comes in my woods, each and every living creature in it keeps silent. And I let the frosty fingers of the winter silence my lips as well, while the icy smell of some snow-filled sleeping blossoms tickles my nose.
There’s no noise at all, not even the slightest; but something is softly whispering to me that another year is over, that a path has been pursued, and that a new one is about to start. It’s like a slumber before a new awakening, like a hidden numbness in your soul slowly preparing for what is to come – although you can neither be ready for, nor actually know much about what tomorrow will bring.
Seasons have passed fast. Some people have experienced what happiness is; some have had the chances they had been waiting for, and some others have kept waiting for them. Some people haven’t taken care of their own life, concentrating too much on the life of others; some people, instead, have taken their life on again, aiming for the sun. Some people have experienced the joy of a birth, some others had to grieve the loss of a loved one – a terrible experience leaving themselves with an unbearable emptiness. An emptiness which, unfortunately, I have experienced, too - as heavy as a rock on a soul made of feathers. An emptiness which sometimes turns into bitter melancholy, able to dry out the branches of my spirit, leaving them completely bare.
And yet, you can’t think flowers don’t exist only because snow has made them wither, or because winter turned them into long-forgotten memories. You can’t say they’re forever gone, as long as you remember their beauty, their colour, their smell and their love. Seeing them once was making them immortal and everlasting. Those flowers won’t cease to exist only because you can no longer see them the way you used to. 
Closing your eyes will be enough to admire those flowers again, and to understand therefore that not even winter could take them away from you: what your sight used to make visible, is now revealed by actually closing your eyes.
On the eve a new path, this is my wish for you - a wish for your eyes, a wish for your hearts. May your days be peaceful and well sheltered from the storms of life. May the wisdom of the heart help you tell the good and from the bad. And finally, above all, may you learn to see with your eyes closed – may you therefore still see what is invisible to our senses and seemed forever gone, but is actually still there next to you. It’s there to hold, protect and guide you. Its nature may have changed, but its love for you surely hasn’t.
Happy new year 2019 then, from the bottom of my silent and wild heart.